Resistenza!

Resistenza!

Viviamo tempi complessi. Tempi in cui i diritti che credevamo acquisiti vacillano sotto l'avanzata di politiche autoritarie, il capitalismo mostra le sue crepe più profonde, e il controllo di massa diventa sempre più pervasivo. In questo scenario, informarsi, discutere e reagire non è solo un diritto: è un dovere.

"Resistenza" è un blog di educazione civica e consapevolezza politica.
Qui troverai riflessioni su democrazia, diritti civili, economia e società, con un approccio chiaro e accessibile a tutti. Se pensi che i valori di libertà, giustizia e uguaglianza non siano negoziabili, sei nel posto giusto.

🔹 Cosa troverai su "Resistenza"?
✔ Approfondimenti su leggi, politiche e dinamiche sociali.
✔ Spiegazioni semplici di concetti complessi ("Educazione civica per Dummies").
✔ Un punto di vista critico sulla deriva autoritaria e sulla recessione dei diritti.
✔ Collegamenti a fonti autorevoli e divulgatori di qualità.

🌍 Perché un blog bilingue?
Perché la lotta per i diritti è internazionale. "Resistenza" è scritto in italiano e tedesco per creare un ponte tra culture e visioni del mondo. Se il tuo obiettivo è capire, discutere e agire, allora unisciti alla resistenza.

📌 Seguici, commenta, partecipa. La democrazia si difende insieme.

Diamo per scontato poter studiare a Barcellona con un documento italiano, curarci a Berlino come a casa, lavorare a Lione senza diventare clandestini. In gran parte del mondo queste cose non sono libertà: sono privilegi per pochi.

Subito dopo il finale di Stranger Things 5 succede qualcosa di curioso. Non una polemica, non una protesta: inizia a circolare l'idea che quel finale non sia davvero il finale. Prima come battuta, poi come sospetto condiviso, infine come teoria vera e propria. Hashtag, video, thread, ricostruzioni minuziose. Nasce così quello che online...

1 gennaio 2026, Monaco di Baviera. La neve cade fitta e il freddo penetra anche sotto il divano. Io sono lì, coperta sulle gambe, luci spente. Sta per partire l'ultima puntata di una serie che ci ha tenuti incollati a internet per un mese intero.

Basta.
Non "basta" come lo dicono nei talk show, con la faccia contrita e la voce impostata. Basta sul serio. Basta da nausea. Basta da stanchezza cronica. Basta da "ma davvero siamo ancora qui a spiegare queste cose nel 2025?".

Immaginate un Natale che non sa di cannella. Un Natale che non profuma di pandoro, né di pubblicità col vecchio con la barba che saluta dal camion rosso come se fosse il Messia del marketing. Un Natale che, appena lo annusi, senti che sta mentendo. E allora capisci che non è magia: è propaganda zuccherata.

C'è un momento preciso, ogni anno, in cui le città europee sembrano cambiare pelle. Monaco non fa eccezione. Le luci arrivano prima del buio, i negozi si riempiono, i mercatini profumano di spezie e vino caldo. Tutto comunica una cosa sola: dovresti essere felice. O almeno dovresti sembrarlo.

Immagino sempre la mia vita come una lunga linea tirata a mano libera: non perfetta, non simmetrica, con curve e zig-zag, ma comunque una linea che avanza. Adesso, che sono a metà del percorso, quella linea mi mostra qualcosa che nella giovinezza si finge di ignorare: il tempo fa sul serio. Segna, trasforma e, in certi casi, porta via.

É una sera qualsiasi, una di quelle in cui dici a te stesso "un episodio e poi dormo", e invece ti risvegli quattro ore dopo, con la bocca impastata, la schiena sudata e Netflix che ti chiede con tono passivo-aggressivo: "Sei ancora vivo?". È il rito moderno del binge watching, un'abitudine che abbiamo trasformato in stile di vita, quasi una...

Ho lavorato nella gastronomia da trent'anni. Ho visto cucine che puzzano di disperazione, di fumo bruciato e di rabbia repressa, locali che al mattino sembrano moribondi e la sera lottano con clienti che li giudicano prima ancora di capire cosa sia davvero un piatto. E allora arrivi tu, spettatore, e guardi Cucine da Incubo pensando: "Ah, in cinque...

C'è un tratto di teologia, sottile ma profondo, che attraversa la storia d'Europa e si insinua nelle fondamenta del capitalismo contemporaneo: l'idea che il successo non sia soltanto un traguardo, ma un segno della grazia.