Rosari, Madonne e Mattei

21.08.2019

Il 20 Agosto 2019 resterà nella storia della Repubblica Italiana come il giorno del governo che sfiducia sé stesso. La crisi, come ben sapete, è stata innestata su motivi pretestuosi da salvini alla vigilia di Ferragosto, a camere chiuse e con la maggior parte degli italiani in ferie. Una crisi al buio che avrebbe dovuto portare alle dimissioni il Presidente Conte e ad elezioni anticipate. Ma il segretario della lega ha fatto i conti senza l'oste: il Presidente del Consiglio infatti, stanco forse delle continue strattonate e bordate del suo ministro, invece di recarsi al Quirinale buono e zitto, ha fatto convocare le camere e riferito davanti al parlamento.

Ciò è avvenuto ieri pomeriggio, in una delle riunioni parlamentari piú seguite e sentite della intera vita repubblicana. Tanto che il video su YouTube del discorso del Presidente è andato in tendenza al primo posto, cosa davvero poco usuale per un video politico (ma che spero sia solo l'inizio di un uso consapevole del mezzo YouTube). Durante il suo lungo discorso, il Presidente Conte ne ha date per bere e per sciacquare al suo ministro, tenendo una lunga e interessante lectio magistralis sul valore delle regole, sulla trasparenza e su quali siano i compiti di un Primo ministro e dei suoi colleghi di governo. Nel suo discorso, Conte non ha mancato di porre l'accento su tutto quello che è successo negli ultimi 14 mesi, di come salvini abbia mancato piú e piú volte alla parola data, all'impegno giurato sulla costituzione di difendere la Repubblica ed esserne un degno rappresentante. Di essersi intromesso in questioni che non gli competevano, di aver occupato spazi non suoi, di aver mancato a degli impegni costituzionali e internazionali importanti. Lo ha fatto con una classe, un savoir fair e un rispetto per il suo ruolo e le istituzioni a cui non eravamo francamente piú abituati e che ci è mancato, mentre sul viso del ministro salvini, seduto al suo fianco, era possibile vedere espressioni di insofferenza, di trattenuta rabbia e di ostentato menefreghismo.

Ed è stato proprio il ministro salvini a riportarci su una dialettica politica a noi purtroppo familiare, nei toni (grotteschi, accusatori e polemici) e nei contenuti (inesistenti nella sostanza ma "liscia popolo" oltre ogni dire) del suo intervento. Neanche Berlusconi nei sui tempi d'oro era riuscito a fare un discorso cosí populista e arraffazzonato. Oltre a non rispondere a nessuna delle domande poste da Conte nel suo lungo discorso (chiarezza sui suoi rapporti con Savoini, perché ha scatenato la crisi e soprattutto sui suoi toni sempre sopra le righe), il segretario della lega si è lanciato in una lunga carrellata di spot elettorali, facendo piú un comizio che un vero e proprio intervento da senatore, con continui e fastidiosi riferimenti al "paese reale" contrapposto ai "palazzi chiusi" della democrazia. Un lungo discorso in cui non ha mancato di attaccare punto su punto avversari ed ex alleati, citando Saviano a buffo, stuzzicando il PD su vari punti, immancabile riferimento a Bibbiano e al diritto di difendere il diritto dei bambini di "avere una mamma ed un papà". Concludendo poi con un vittimismo disarmante, fingendosi pecorella in un covo di lupi dopo essere stato lui stesso a scatenare il putiferio. Insomma, ha girato la frittata in un continuo comizio fatto di slogan e sberleffi, conditi da citazioni di santi (Giovanni Paolo II) e madonne. Proprio su questo punto il segretario della lega ha dato il meglio: già durante il discorso del Premier, dopo che questi lo aveva redarguito per il suo vizio di mischiare simbolismi sacri alla politica, salvini aveva avuto il coraggio di tirare fuori un rosario e baciarlo come un impunito. Povero Cristo (non lui, quello sulla croce). Durante il suo intervento salvini si è difeso rivendicando il diritto di credere in quel che vuole e di baciare i rosari e mostrarli e di dedicare l'Italia al cuore immacolato di maria e altre cose del genere. Scatenando ovviamente la bagarre in senato.

Dall'altro lato dell'emiciclo, un altro Matteo (Renzi), ha rintuzzato il fuoco: pur non mettendo in dubbio l'onestà del discorso del Presidente Conte, lo ha accusando di aver permesso con il suo silenzio durato 14 mesi, che certi atteggiamenti del suo ministro andassero oltre, rendendosi complice dell'instaurazione di un sentimento di odio crescente verso il diverso, contro l'avversario, contro chi è diverso, anche quando esso è italiano. Soprattutto ha risposto al ministro salvini sulla questione religiosa, sbattendogli in faccia la sua ipocrisia con ironia, citando il vangelo (naturalmente secondo Matteo): "avevo freddo, e mi avete accolto. Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Avevo sete e mi avete dissetato". E aggiunge: "questo è il parlamento, non è il Papeete". Concludendo il suo intervento mettendo in guardia salvini sulla solidità del suo consenso: "glielo dico per esperienza personale, ci sono passato", non risparmiandosi un'ultima stoccata chiedendogli di fare chiarezza sui suoi rapporti con Savoini e l'affaire russo.

L'apoteosi della giornata è stato il ritiro da parte della lega della mozione di sfiducia, cosa che non ha comunque trattenuto il Presidente Conte dal salire al Colle e rassegnare le dimissioni. Il Governo resta in carica per gli affari correnti e da oggi sono partite le consultazioni del Presidente della Repubblica con le varie forze politiche per vedere se il parlamento può esprimere o meno un nuovo governo. Non è un golpe, non è un colpo di stato, è la nostra democrazia. Molti non lo sanno, ma noi siamo una Repubblica parlamentare: il popolo elegge il parlamento che esprime il governo. Questo è un passaggio molto importante ed è gravissimo che il popolo, che al 99% ha svolto degli studi base, non sia a conoscenza delle regole basilari della democrazia in cui vive. Ma come ha fatto notare giustamente anche Renzi, è il frutto di anni e anni di un dialogo politico sbagliato, urlato, fatto di demonizzazione del nemico, di colpi di scena e paroloni che hanno allontanato il popolo dalla politica fino ad arrivare a disastrosi risultati di questi anni, con una costante emorragia di votanti ad ogni tornata elettorale.

É colpa certo anche della sinistra, incapace di parlare al popolo e di farsi scegliere come rappresentante. È colpa di una classe dirigente che invece di scendere in campo e stare in mezzo alla gente (cosa che hanno fatto i 5 stelle e anche la lega), si è chiusa su posizioni ideologiche e quasi di superiorità rispetto al resto della gente. La sinistra italiana è alla prova della responsabilità e dell'unione sui contenuti. Sulla questione economica, sui diritti civili, sui cambiamenti climatici. La sinistra deve mostrarsi matura, saper superare l'impasse di alcuni componenti discutibili e ricominciare a fare ciò che ha sempre fatto: stare dalla parte del popolo. A patto di abbandonare l'aria di supponenza che li ha isolati e resi invisi al popolo, che ha identificato i suoi eroi in altri personaggi che, senza remora alcuna, fanno e disfanno, credendo che i propri elettori siano degli idioti decelerati.

Sì, perché in fondo è cosí che salvini e la lega considerano i propri elettori: dei poveretti che si bevono tutto. Idioti che si bevono la sua devozione al cuore immacolato di maria ignorando i suoi due matrimoni falliti e le sue escursioni in luoghi poco consoni ad un buon cristiano. Boccaloni che credono che lui sia la vittima quando in realtá è stato lui a scatenare la crisi e buttarsi da solo fuori dal governo. Ingenui che non vedono la propaganda su cui si regge il suo consenso, che credono che aderire alle sue campagne d'odio sui social quando mette alla gogna donne e dissidenti non sia sbagliato, anzi sia il modo giusto di difendere la democrazia. Inconsapevoli del fatto che Salvini usa tutto, le gogne mediatiche, gli scandali, la religione, le madonne, i santi, in modo dogmatico. Qualcuno dice che la sua sia tutta una finta, un atteggiarsi. C'è invece chi sostiene (ed io sono della stessa idea) che il suo scopo sia davvero avere il potere e riportare indietro le lancette della storia a quando i lavoratori, gli stranieri, i diversi e le donne non avevano alcun diritto e gli omosessuali penzolavano dagli Alberi. In ogni caso, usa la religione per lo scopo originale per la quale era stata creata: distrarre gli elettori, che per salvini sono solo numeri con cui giocare ma di cui non ha alcun rispetto, neanche quando con loro fa il piacione o si scatta selfie.

Bisogna contrastare tutto questo e per farlo bisogna cambiare il racconto che si fa del e al paese. Partire dalle eccellenze, trattenere i giovani, creare investimenti e cultura della legalità, a partire dalla politica. Parlare alla gente, spiegare come funziona la democrazia, istruire di nuovo il popolo italiano su cosa sia davvero il vivere civile. Il discorso del Presidente Conte, per quanto tardivo, ha dimostrato che esistono ancora persone capaci di esprimere il meglio del paese. Ed è questo in definitiva che dobbiamo cominciare a dirci e a dimostrarci. Io non voglio arrendermi al fatto che salvini e la lega siano espressione dell'Italia.

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