Arridategli Zorro!

19.05.2019

Chiara Giannini nel suo libro - intervista "Io sono Salvini" sottolinea che, in realtà il ministro fancazzista di ingiustizie ne ha subìte tante nella vita. Da quando era piccolo: "All'asilo gli rubarono il pupazzetto di Zorro". Sì, il pupazzetto di Zorro. Il dettaglio non poteva rimanere inosservato. È bastato poco tempo perché #Zorro schizzasse fra i trending topic. Qualcuno scrive: "Voleva diventare come Zorro, ma dopo il furto ha ripiegato su Sancho Panza". Un altro: "Domattina, quando accompagnerò mio figlio all'asilo, sarà mia cura accertarmi che nessuno dei suoi compagni abbia un pupazzetto di #Zorro che qualcuno possa rubargli. È un'opera di prevenzione che devo al Paese, già pesantemente punito a causa di un trauma del genere. Un altro ancora: "Chiara Giannini è un genio, voleva fare un'apologia di Salvini e, solo leggendo la prima pagina, lo stanno perculando dal Manzanarre al Reno. Grazie Chiara, bacioni".

Si sa che gli italiani in quanto ad estro e inventiva, nella buona e nella cattiva sorte siamo maestri indiscussi, ed ecco quindi che ieri, durante il comizio fascio - sovranista di Milano, quando il ministro dell'Interno ha iniziato a parlare, è stato sventolato da una finestra del palazzo di fronte al palco uno striscione con la scritta "Restiamo umani #stayhuman", da una persona vestita da Zorro. L'esibizione è durata poco. Poi, secondo l'agenzia Dire, le forze dell'ordine sono salite sul balcone e hanno requisito lo striscione. A Milano sono comparsi anche diversi striscioni che facevano riferimento alla Z, la sigla che Zorro 'incideva' con la sua spada. In seguito, è intervenuto lo stesso Salvini: "Io adoro Zorro, non mi piacciono le minacce di morte ma viva Zorro, mi piace Zorro ovunque e avevo dato indicazioni di lasciare tutti al loro posto ovviamente tranne quelli offensivi. Le cose finché sono scherzose mi piacciono". Sarebbe curioso sapere cosa ci sia di offensivo nella frase "restare umani" e quale grande minaccia di morte possa arrecare l'ironia di un uomo vestito da Zorro. A meno che il ministro fanfarone non si riferisse alla sua morte politica, su cui molti di noi ci auguriamo di poter cantare presto il panegirico.

Non stupisce che questo gesto abbia suscitato le ire del ministro itinerante, specie dopo le polemiche, a dire il vero non molto eclatanti perché sovrastate dalle urla delle scimmie urlanti di Salvini, sul decreto sicurezza bis. Infatti, dopo il fantastico successo del decreto sicurezza uno, quello che ha annullato i permessi di soggiorno per motivi umanitari e di fatto creato migliaia di nuovi clandestini (che prima erano regolarmente censiti ed in possesso di documenti e quindi nella piena possibilità di integrarsi nel tessuto sociale del paese), il ministro molotov ha annunciato di voler fare il bis. Domani quindi Salvini presenterà un nuovo decreto sicurezza che prevede all'articolo uno multe fino a 5.500 € per ciascuno degli stranieri trasportati. Il che è vero come dicono molti che è una azione contro gli scafisti, ma come sostengono i piú, è una vera e propria ritorsione contro le ONG che, fallito il tentativo di chiudere i porti e le confische, in questo modo possono essere scoraggiate dal salvare i migranti in mare. È facile capire quindi come quel "restiamo umani" sia stato per il ministro codardo una vera e propria stilettata alla Zorro.

Ora, che Salvini e la Lega abbiano di queste idee da scappati di casa non mi meraviglia: da meridionale sono abituato da anni ormai alle roboanti dichiarazioni ed azioni contro gli ultimi che vengono da quella piccionaia piena di escrementi. Ma è il silenzio imbarazzante di Di Maio e dei cinque stelle, quello si che mi fa incazzare. Di tutta questa merda infatti, il partito di maggioranza del governo che cosa ne pensa? "Se il Ministero dell'Interno e il Ministro dell'Interno hanno sentito l'esigenza di fare un Decreto Sicurezza Bis è perché è stato dimenticato qualcosa nel primo - ha dichiarato Di Maio a "Tribù - Europa 19", su Sky TG24 - Credo che c'è una cosa da mettere nel secondo Decreto Sicurezza che riguarda l'immigrazione, cioè i rimpatri." Aggiungendo "non vorrei che fosse una trovata elettorale per distrarre dal caso Siri". Quindi le preoccupazioni di Gigino nostro non sono sul fatto che venga veicolato un messaggio terribile come quello del "si salvi chi ha i soldi", ma le beghe di governo e i possibili equilibri di potere dopo le europee. Capiamoci bene, i rimpatri devono sicuramente essere implementati, ma non comprendere che il pericolo di un ulteriore inaridimento degli animi italiani rispetto al tema delle morti in mare è reale, beh questo credo sia emblematico della completa incapacità del vicepremier pentastellato di comprendere quelle che sono le reali implicazioni di una legge sul tessuto sociale di un paese.

Eppure, basterebbe cosí poco. Per esempio, leggere la lettera di undici pagine in cui l'Onu chiede all'Italia di ritirare le direttive del Viminale sul salvataggio in mare e di interrompere immediatamente l'iter di approvazione del decreto sicurezza bis, con motivazioni tanto chiare quanto allarmanti: "Mette a rischio i diritti umani dei migranti, inclusi i richiedenti asilo"; "fomenta il clima di ostilità e xenofobia", "viola le convenzioni internazionali". L'atto di accusa è contenuto in un testo che Beatriz Balbin, capo delle Special procedures dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani, ha inviato il 15 maggio all'ambasciatore italiano all'Onu Gian Lorenzo Cornado, perché lo trasmetta al ministro italiano degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. E segue due richiami arrivati a Roma nel 2018 ma del tutto snobbati dal governo italiano. Oltre a richiamare il governo italiano al dovere della tutela delle vite umane in mare, l'Onu osserva come le direttive Salvini e l'esplicito trasferimento alla guardia costiera libica delle responsabilità del salvataggio in realtà possano provocare la violazione del non-refoulement, il principio - stabilito dalla Convenzione di Ginevra - secondo cui a un rifugiato non può essere impedito l'ingresso sul territorio né può esso essere deportato, espulso o trasferito verso territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate. È stato ampiamente documentato in diversi report dell'Onu che i migranti in Libia sono soggetti ad abusi, torture, omicidi e stupri - scrive l'Alto Commissariato - quindi la Libia non può essere considerata un 'place of safety' (porto sicuro, n.d.r.) per lo sbarco". Cosa serve ancora a Di Maio, un disegnino?

Magari potrebbero aiutare delle slide, come quelle realizzate da alcuni ragazzi dell'istituto Vittorio Emanuele III di Palermo per celebrare la Giornata della Memoria e che è costato alla professoressa Rosa Maria Dell'Aira una sospensione di 15 giorni per non aver vigilato. Un lavoro che, a detta degli studenti stessi, ragazzi di 15 anni, "Nessuno di noi era stato obbligato a partecipare a quel progetto, le immagini inserite nel lavoro in power point non sono state scelte dalla professoressa che ci ha dato solo una mano nella sistemazione del testo sotto il profilo linguistico. Siamo stati noi stessi a notare che in alcune parti il decreto sicurezza lede diritti fondamentali". E se ci sono arrivati dei ragazzini, vuoi che un Ministro, con le sue competenze e le sue capacità non ci arriva?

È che in questi tempi in giro tira una brutta aria di violenza, odio, intolleranza. E i cinque stelle sembrano non accorgersene o mettono semplicemente la testa sotto la sabbia. Lasciando il culo di fuori tra l'altro (e da lì è un attimo che la prediamo tutti in quel posto). Non si accorgono di come la Lega cavalchi il giusto malcontento degli italiani verso una classe politica inetta (quello stesso malcontento che fu bacino di voti dei grillini) e la sta indirizzando verso i migranti, i diversi, l´ß Europa, i diritti civili, in una continua campagna elettorale che logorerebbe anche i piú democratici dei popoli, figuriamoci quello italiano che la democrazia la conosce da appena 60 anni. Ed è molto triste vedere come nessuno sia capace realmente di opporsi a questo sfacelo istituzionale, a questa continua rissa da stadio in cui chi urla più forte vince. Nessuno è capace di opporti a questo clima di odio perché nessuno sa contrapporre degli ideali e soprattutto delle soluzioni che aiutino le persone a comprendere che con l'odio non si va da nessuna parte. Stiamo molto attenti quindi: non chiudiamo gli occhi e il cuore a ciò che accade intorno a noi, alle leggi e leggine che ogni giorno spostano l'asticella dei diritti sempre piú in dentro, privando ogni giorno un numero sempre maggiore di persone dai propri diritti fondamentali. Nessuna società può durare se fondata sulla sofferenza di alcuni, nessuna società può definirsi sana se basa i propri privilegi sul dolore degli altri. Questa situazione migratoria non può e non deve essere affrontata con chiusure, divisioni, idee patriotiche e divisive. Oggi piú che mai abbiamo bisogni di restare umani. 

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