l’infanzia sotto pressione
Al Salone del Libro di Torino 2025, lo scrittore Joël Dicker ha detto una frase semplice, quasi ovvia:"Sei un bambino. Devi goderti la vita e fare le cose che ti rendono felice".
di Nicola Accordino

In un'epoca in cui la disillusione politica è diventata la norma, molti si chiedono se valga ancora la pena andare a votare. Spoiler: sì, eccome. E mai come stavolta. I cinque quesiti referendari del 2025 non sono semplici proposte o sogni nel cassetto da lasciare in mano alla politica. Sono abrogativi. Significa che cancellano direttamente una parte di legge esistente. E lo fanno subito.
Sì, hai letto bene: il giorno dopo la pubblicazione ufficiale del risultato, se vince il Sì, la legge cambia. Senza passare dal via.
Il referendum abrogativo è uno strumento previsto dall'articolo 75 della Costituzione italiana. Consente ai cittadini di cancellare, totalmente o in parte, una legge in vigore. Non si tratta quindi di proporre una nuova norma, ma di eliminare ciò che non funziona, ciò che crea ingiustizia, ciò che rallenta il progresso sociale o viola diritti fondamentali.
Ma attenzione: perché il referendum sia valido, è necessario che vada a votare almeno il 50% + 1 degli aventi diritto. Se l'affluenza è bassa, il referendum fallisce, anche se il 99% dei votanti ha votato Sì. In pratica, chi resta a casa sta votando "No" a prescindere.
I quesiti del 2025 toccano il cuore del nostro vivere quotidiano: lavoro stabile, sicurezza, giustizia, integrazione. Non sono temi astratti, ma realtà che colpiscono milioni di famiglie. Se vince il Sì:
si potrà tornare a reintegrare chi è stato licenziato ingiustamente;
i lavoratori delle piccole imprese avranno più tutele;
i contratti a termine torneranno ad avere una causale, limitando il precariato;
la sicurezza sul lavoro verrà rafforzata rendendo responsabili anche gli appaltatori;
si abbrevieranno i tempi per ottenere la cittadinanza italiana.
E tutto questo succederà subito, senza bisogno di nuove leggi, decreti, compromessi di partito o promesse elettorali. È questo il potere del referendum abrogativo.
Chi ha vissuto un licenziamento ingiusto, chi lavora senza certezze, chi ha perso un collega in un cantiere o chi cresce un figlio senza cittadinanza italiana sa bene quanto queste battaglie siano concrete. Andare a votare non è solo un diritto: è un dovere verso chi oggi subisce un'ingiustizia, ma non ha voce per difendersi.
Non si può delegare tutto al Parlamento. I referendum esistono proprio per quei momenti in cui la politica non ha il coraggio o l'interesse di cambiare. Sta a noi, cittadini, rompere l'inerzia.
È ora di uscire dal cinismo e tornare a credere nella democrazia diretta. Votare ai referendum del 2025 significa alzarsi in piedi e dire: "Io ci sono. E non voglio più subire."
Non c'è da aspettare. Non c'è da sperare che qualcuno ci pensi. Basta una croce sul Sì, ed è fatta. E cambia tutto.
📌 Ricorda: Se il referendum supera il quorum e vince il Sì, la legge viene abrogata il giorno dopo la pubblicazione del risultato sulla Gazzetta Ufficiale. Niente promesse, solo fatti.
🗳 Vai a votare. Fallo per te. Fallo per chi viene dopo di te.
Al Salone del Libro di Torino 2025, lo scrittore Joël Dicker ha detto una frase semplice, quasi ovvia:"Sei un bambino. Devi goderti la vita e fare le cose che ti rendono felice".
C'è una frase che ritorna sempre più spesso, come l'alito del passato in un locale senza finestre: "Una volta gli imprenditori avevano la terza elementare e costruivano l'Italia. Oggi i laureati distruggono tutto."