La nostra vita non sarà piú la stessa… speriamo (#iorestoacasa giorno 4)

19.03.2020

Questa crisi globale dettata dalla emergenza sanitaria per il Covid19 ci ha colto completamente impreparati. Certo, alcune nazioni come quelle occidentali sono state fino ad ora in grado di poter affrontare questa epidemia piú o meno efficacemente, anche se ancora è presto per poter fare un bilancio pieno al di la delle allarmistiche previsioni che sentiamo ogni giorno su Tv e Internet.

Ma se guardiamo a studi, proiezioni e dati, era purtroppo ampiamente prevedibile che una situazione del genere si concretizzasse, basti guardare ai numeri demografici di alcune zone densamente popolate (e che quindi hanno piú possibilità di far sviluppare un patogeno potenzialmente letale) o pensare ai corsi e ricorsi storici che indicano come statisticamente ogni centinaio di anni circa si crea una situazione di crisi, con la differenza che il mondo globalizzato di oggi fa presto a renderla da locale a mondiale.

Già nel 2015 Bill Gates, dopo i rischi che avevamo corso con la diffusione dell´Ebola, aveva previsto che nei successivi 20 anni una pericolosa pandemia virale si sarebbe potuta abbattere sull´umanità, come spiegato nell´articolo di Vox dal titolo «The most predictable disaster in the history of the human race» ovvero il piú prevedibile disastro per a razza umana. Gates, nel suo intervento, descrive i problemi del sistema di prevenzione e risposta a livello mondiale, prevenzione e risposta che vediamo piuttosto nei film di Hollywood rispetto alla realtà, e per farlo porta l'esempio negativo dell'epidemia di Ebola nel 2014 in Africa: "La mancanza di preparazione potrebbe permettere alla prossima epidemia di essere terribilmente più devastante dell'Ebola."

Questo non deve certo gettarvi nel panico, abbiamo per fortuna dalla nostra parte un gruppo di medici e specialisti che stanno lavorando ad un vaccino ed il fatto che questa malattia stia colpendo e molto violentemente tutte le economie mondiali mi fa ben sperare che avremo una soluzione in breve tempo. Per tanto applicando le precauzioni prescritte da medici e specialisti, possiamo pensare di contenere la situazione con le misure di emergenza prese dai governi, permettendoci di prenderci un momento di respiro e mantenere la calma.

Ragioniamo insieme su quello che possono essere gli scenari futuri. Indubbiamente il mondo non sarà piú lo stesso di quello che abbiamo vissuto fino ad ora, come non lo è stato per altre malattie o altre crisi sociali ed economiche. Ed è un bene per la nostra evoluzione che certi choc si presentino: noi esseri umani impariamo meglio sotto pressione. Ma non per questo dobbiamo abdicare alle nostre facoltà cognitive schiavizzati dal sistema rettiliano. Siamo a un punto di svolta della civiltà umana, e mai come adesso siamo tutti connessi come le tessere di un immenso domino. Sta a noi decidere dove vogliamo andare e cosa vogliamo fare del nostro futuro. Dal punto di vista economico, nessuno può dire quale sarà il reale impatto nel medio termine, diciamo da oggi a dicembre 2020. Nel breve periodo, cioè nel primo e secondo trimestre (fino a giugno per intenderci), sicuramente sarà una tempesta violentissima. E non servono modelli econometrici particolarmente evoluti: è sufficiente guardare fuori dalla finestra. Ma cosa succederà nel terzo e nel quarto trimestre (cioè nel periodo che va da luglio a dicembre) è impossibile dirlo ora.

Possiamo però utilizzare questo stop per accrescere le nostre conoscenze e competenze. Potremmo smetterla di stare su Facebook e leggere, informarci, imparare a decifrare le fonti delle notizie, capire quali sono le bufale e quale è la realtá (e per questo vi consiglio di vedere il nuovo video di Massimo Polidoro. Segretario del CICAP sulle bufale sul Coronavirus), cercare insomma di impegnare il nostro tempo nel modo piú proficuo possibile. Perché non abbiamo mai tempo per capire, sempre di fretta a rincorrere l'ultima attività da fare, l'ultimo aperitivo. Poniamoci delle domande e cerchiamo le risposte, sempre con la mente lucida, alle questioni che ci interessano. Guardiamo alle buone notizie, ai progressi della scienza e, soprattutto, cominciamo a ripensare le nostre esistenze.

Si, ripensarle. La scienza e la tecnologia hanno raggiunto vette inimmaginabili solo pochi anni fa. Ma se i mezzi tecnologici ci hanno spesso migliorato la vita, il modo in cui li usiamo spesso ce la complica. Ecco che quindi dove prima ci prendevamo il tempo per fare le cose, adesso con l'auto scappiamo da un impegno ad un altro senza prenderci le dovute pause. Fare 10 attività al giorno distruggendoci il fegato sembra essere piú importante che farne 8 senza ammazzarci l'anima. Non abbiamo mai tempo per leggere un buon libro nonostante la perfetta portabilità data dagli e-book reader, ma trascorriamo ore e ore sui social o guardando le repliche di programmi tv di dubbia utilità. Ma non solo, l'impronta della nostra presenza sul pianeta si fa sempre piú pesante, ma noi sembra non importarcene, pensando che sia compito di imprecisati "altri" fare qualcosa. Siamo vittime della non conoscenza che, nell'era dell'informazione, per assurdo ci porta ad essere ignoranti e quindi ad avere paura: di ciò che non conosciamo, del prossimo, del diverso, del nostro stesso vicino. E sulla paura che ci attanaglia, ecco che personaggi senza scrupoli, mossi dal desiderio di potere, costruiscono ideologie che acquistate a basso prezzo ma che vi costeranno la vostra libertà e quella degli altri. La storia solitamente ha il vizio di ripetersi, e se incontra scolari ignoranti li travolge. È importante comprendere di piú il mondo alla luce della ragione, della speranza e della fede in ciò che abbiamo compiuto e ancora abbiamo da compiere.

So che molti di voi non concorderanno con queste parole, specie quelli che hanno il brutto vizio di dare agli altri colpe e responsabilità. Ma mentre demandiamo le scelte importanti, ci muoviamo come criceti in una ruota senza fine. Non credete che sia il tempo di cambiare tutto? E allora diamoci l'opportunità di cambiare davvero le cose, di fare la differenza soffermandoci a ragionare a fondo non solo sulla nostra vita ma sulla sua qualità. Affidiamoci alla scienza, al metodi scientifico e a chi ne sa di piú. Impariamo di nuovo a conoscere dandoci il tempo di leggere ed approfondire. Soprattutto, chiediamoci se questo è il mondo che volevamo per noi e che vogliamo dare ai nostri figli e se davvero tutti gli sforzi che facciano valgono la distruzione di noi stessi come individui e come società. Diamoci il tempo e prepariamoci a cambiare. Perché nulla sarà piú come prima, ma ciò che sarà lo scegliamo noi, qui e oggi.