Greta, ambientalismo e ipocrisia

01.09.2019

"Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?"

La settimana scorsa Greta Thunberg, l´attivista svedese sedicenne diventata famosa per aver coagulato intorno a se la protesta dei giovani nel mondo contro i cambiamenti climatici, è ritornata sulla bocca degli haters per una foto pubblicata sui social in cui viene ritratta durante la sua "traversata verde" a bordo dello Yacht Malizia II di Pierre Casiraghi: nello stesso scatto è inquadrata anche una bottiglia in Pet e un secchio in materiale plastico, presumibilmente parte dell´equipaggiamento dell´imbarcazione.

I toni non sono certo stati pacati: come quando la scorsa primavera venne pubblicata una foto in cui Greta appariva intenta a consumare il pranzo in treno confezionato in materiale plastico, la giovane è stata accusata di essere un prodotto commerciale, di non fare ciò che dice, di essere solo un burattino in mano ai poteri forti che vogliono imporci un nuovo modo di pensare e consumare usando la scusa dell'ambiente. Insomma, una polemica senza fine e soprattutto degli attacchi diretti non solo a ridimensionare se non proprio a distruggere mediaticamente la sua immagine, ma anche e soprattutto a delegittimare la battaglia sua e dei tanti giovani che, per ben due volte in pochi mesi, hanno partecipato massivamente allo sciopero per il clima, iniziativa nata soprattutto attraverso l'azione social di Greta e dei suoi sostenitori.

Che il cambiamento climatico sia in atto è ormai sotto gli occhi di tutti. Se non bastassero i dati empirici che tutti possiamo verificare (instabilità climatica, eventi estremi sempre piú frequenti, instabilità metereologica...), recentemente la Griffith University ha divulgato una ricerca confermando i dati sempre piú preoccupanti sul cambiamento climatico e sui suoi effetti globali nel corso dei prossimi anni. Eppure, c'è 'chi continua a negare che questi cambiamenti siano in corso. Un po' per pigrizia, un po' per disinteresse e tanto, tantissimo, per interesse personale. E non parlo solo dei grandi capitani d'industria o del politico di turno, ma parlo delle persone comuni, di quelle che hanno un potere enorme e non lo esercitano, di quelli che realmente muovono l'economia e dovrebbero esserne piú consapevoli invece di farsi ficcare la testa sotto la sabbia dai mass media sapientemente controllati da chi vuole solo spremerci.

Certo, non è possibile escludere completamente che dietro il fenomeno Greta ci sia anche una parte di interessi economici che giocano a creare il fenomeno, ma voler puntare il dito solo su questa eventualità senza però considerare minimamente né la persona né tantomeno il messaggio che essa porta è non solo un comportamento suicida da anche molto ipocrita. E solitamente a puntare il dito è chi cerca un valido motivo per non fare nulla, per mantenere lo status quo, autoassolversi dando la colpa a fantomatici "poteri forti" e soprattutto, per non rinunciare al falso benessere a cui siamo tutti abituati. Ribadisco, falso benessere, l'ideologia dell'usa e getta, del take away, del sottocosto, dell'ultimo aggeggino tecnologico, della macchina da guidare anche per andare a fare la spesa. Un benessere che non è legato ad un reale bisogno ma a una serie di bisogni indotti, senza dei quali possiamo vivere una vita piú che dignitosa. Un progresso di cui siamo schiavi e non padroni. Un falso benessere divenuto negli ultimi anni status symbol, spinto dalla necessità della cultura consumistica di mantenere sempre alti i consumi per non far crollare tutto il sistema economico come un castello di carta. C'è un video molto interessante in merito che vi consiglio di vedere, si chiama "la storia delle cose" realizzato da Annie Leonard; una critica violenta e documentata all´eccessivo consumismo che ci sta distruggendo.

Ma puoi portare un asino a bere, se non ha sete non berrà. Triste a dirlo, molte delle persone con cui parlo di questi problemi se ne escono con un ragionamento che mi fa perdere fiducia nel genere umano: "se sono stati i miei nonni e genitori a creare questa situazione disinteressandosi completamente alla questione ambientale, perché devo essere io a privarmi delle comodità per salvare il mondo? Che vada a farsi fottere, moriremo insieme allegramente!". Un ragionamento del genere, oltre ad essere molto egoista e soprattutto arrogante, non tiene in considerazione due fattori molto importanti. Il primo è che le generazioni precedenti non avevano la coscienza ecologica e globale che abbiamo noi oggi. Si, è vero, vent'anni fa quando frequentavo le scuole medie si parlava già di problemi climatici, ma non lo si faceva a questi livelli. Per non parlare dei miei genitori che, come i figli del boom economico, scorrazzavano in auto che consumavano benzina a tutto spiano e acquistavano tutto quello che potevano. Il secondo punto debole del ragionamento è che non si pensa che, oltre a consegnare ai nostri posteri un mondo schifoso, saremo noi i primi a subire le conseguenze del cambiamento climatico. Massicce emigrazioni, guerre per le risorse, instabilità continua, divisioni... siamo davvero pronti a d affrontare tutto questo? Riusciamo a guardare ai nostri figli e dirgli "fottetevi, cazzi vostri??" Perché in fondo è quello che stiamo facendo ragionando in questo modo, ce ne stiamo altamente fregando di quello che succederà alla generazione successiva, credendo che quando i cambiamenti arriveranno, noi saremo già morti. Ma non è cosí: il 2050 è stato indicato come l'anno in cui, se non cambieremo passo, la terra collasserà. Nel 2050 avrò 70 anni e conto di essere ancora qui a rompere i coglioni a chi pensa solo al proprio tornaconto personale fottendosene del prossimo.

Greta è stata attaccata per una bottiglietta di plastica. È assurdo pensare che ad attaccarla siano persone che non hanno mai neanche sentito un suo messaggio, una sua dichiarazione, un suo commento. Il messaggio di Greta non è quello di tornare al medioevo abbandonando il progresso tecnologico fino a qui ottenuto, sarebbe impossibile oltre che inconcepibile. Piuttosto il suo messaggio è: usiamo consapevolmente le risorse che abbiamo. Nessuno nega che la plastica sia un valido aiuto alla nostra tecnologia, ma davvero abbiamo bisogno delle confezioni monouso che infestano i supermercati? Davvero dobbiamo consumare ettolitri di bevande in bottiglia di plastica? Davvero abbiamo bisogno delle cianfrusaglie che acquistiamo su app discutibili come Wish o Home? Davvero dobbiamo per forza acquistare sapone liquido e non saponette? E soprattutto, davvero dobbiamo buttare queste tonnellate di plastica invece che riutilizzarle? Il messaggio che Greta e i suoi amici cercano di farci comprendere è che non è impossibile fare scelte differenti. Bisogna smetterla di credere che essere ecologisti comporti un ritorno al medioevo, rinunciare alla tecnologia, al nostro stile di vita. Non per forza dobbiamo attraversare l'oceano in barca a vela per andare al congresso sul clima di New York, possiamo fare la differenza anche cominciando a fare scelte differenti. Ci sono cose semplicissime che, se le facessimo tutti, sarebbero davvero un cambiamento epocale. Ho stilato una breve personalissima lista in dieci punti su cosa possiamo fare anche da oggi (e cosa io faccio giá da un pó) per cambiare le cose, dieci cose che impattano minimamente sulla nostra vita ma che possono essere una strategia vincente per combattere o limitare i cambiamenti climatici. Non bisogna tornare al medioevo per salvare la nostra società dal collasso, ma essere piú consapevoli di quello che succede intorno a noi. E smetterla di aspettare un salvatore che ci tiri fuori dalla merda in cui ci siamo immersi fino alla gola.

La triste verità è che attaccando Greta non facciamo altro che attaccare i nostri giovani, coloro che cercando in qualche modo di salvaguardare il loro futuro, che lottano per avere in mondo migliore di quello che vedono. Quando attacchiamo i manifestanti dello sciopero per il clima diffondendo Fake news (come quella della foto di una strada sommersa di rifiuti con la didascalia "ecco cosa lasciano i manifestanti per il clima") o semplicemente denigrandoli e apostrofandoli come idioti, incapaci, drogati, manipolati da altri, stiamo in realtá dando un calcio ai nostri figli dicendogli "arrangiatevi". Oltre che a confermare la nostra fiducia ai veri poteri forti, quelli che sostengono i vari Bolsonaro, Trump e Putin, che disboscano e distruggono l'ambiente solo per il potere, i soldi, la ricchezza. Che sacrificano la nostra sopravvivenza in nome di un falso progresso ed un paradigma economico completamente sbagliato che ci stanno distruggendo.

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