Sono nato in una calda notte d’estate del 1980, a Gioiosa Marea, un piccolo angolo di Sicilia che d’estate si anima di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Crescere in un luogo così pieno di colori, lingue e storie ha acceso in me una curiosità instancabile: il desiderio di capire, di osservare, di raccontare. Fin da piccolo, ogni incontro fortuito, ogni volto nuovo, ogni differenza culturale mi ha insegnato che il mondo è più grande di quello che immaginiamo.
La mia infanzia è stata serena, arricchita dall’arrivo di due fratelli, ma con il tempo la solitudine e la riflessione hanno preso il sopravvento. A undici anni ci trasferiamo in campagna, lontani dalla socialità cittadina. Lì scopro i libri non scolastici, i romanzi d’appendice che diventano la mia finestra su mondi lontani, il mio primo elisir di immaginazione. Non ero un “somaro”, ma un’anima ribelle, affamata di senso e di libertà.

Crescere, la sfida piú grande
A quindici anni inizio a lavorare nei bar, un’esperienza che mi mette a contatto con persone di ogni età e provenienza, aprendo i miei occhi su storie che non avrei mai incontrato tra i banchi di scuola. Ogni cliente, ogni scambio, diventa un tassello della mia comprensione del mondo, e mi spinge a interrogarmi sulle contraddizioni della vita e sui desideri degli altri.
A diciannove anni conseguo il diploma da Ragioniere e Perito commerciale, ma presto capisco che quella non è la mia strada. Lavoro per un periodo con mio padre come operaio edile, ma il richiamo di orizzonti più ampi è troppo forte. A ventidue anni, segnato dai primi lutti familiari, parto per la Sardegna: cinque mesi come barista, un’esperienza dura ma ricca di introspezione. Seguito da un anno di isolamento e riflessione mi costringe a guardarmi dentro, a confrontarmi con le mie paure e i miei limiti.
La ripartenza
La mia famiglia, sempre vicina, mi sprona a reagire, e decido di trasferirmi in Trentino. La solitudine diventa uno strumento di crescita, e inizio a capire chi sono e chi voglio diventare. La ricerca di una “casa” mi porta poi in Toscana, un periodo in cui abbandono ciò che non sento più mio e scopro, attraverso la musica di Renato Zero, nuove forme di espressione e ispirazione per la scrittura.



Da Roma a Monaco
Roma diventa il palcoscenico dei miei sogni giovanili, ma la città non è quella che avevo immaginato. Mi trasferisco a Ladispoli, trovando un equilibrio sempre piú precario tra lavoro e tempo per me stesso. È qui che riscopro la scrittura: sui treni, tra un turno e l’altro, nasce il mio primo libro, I Figli della Topa, un viaggio tra disagi e speranza.
Nel 2013 mi trasferisco a Monaco di Baviera. Qui lavoro come lavapiatti, continuo a scrivere e raccolgo materiale per il mio secondo romanzo, Quando parlerò di te, che esplora le difficoltà di un amore tra Roma e Monaco e la genitorialità omosessuale. La nascita di mio nipote David nel 2014 segna una svolta: capisco che è il momento di trasformare i sogni in realtà. Nel 2015 ripubblico il primo libro con due racconti inediti, consolidando la mia identità di autore.
Il 2017 segna un momento cruciale: lancio una campagna di crowdfunding per tradurre Un tempo per tornare in tedesco, iniziano collaborazioni importanti e nasce Villa Serena, un laboratorio creativo italo-tedesco dove la scrittura incontra la comunità e la solidarietà. È qui che la mia visione sociale comincia a prendere forma, integrando progetti letterari e iniziative concrete.
Il 2019 porta nuove sfide: apro il canale YouTube Sogni di Latta, con l’obiettivo di creare una community di Ricercatori, persone desiderose di andare oltre la superficie delle emozioni, delle idee e dei libri. Non solo condivido storie e riflessioni, ma creo uno spazio per dialogo, ascolto e crescita collettiva.
Cambiare vita
La pandemia del 2020 mi spinge a lanciare il blog quotidiano #iorestoacasa, uno spazio per informare, riflettere e combattere le fake news, e a partecipare al progetto collettivo Oltre il castello di bolle, una raccolta di favole per sostenere i bambini autistici. Lo stesso anno, la chiusura del mio canale YouTube non mi ferma: trasferisco esperienza e creatività nel canale dell’Associazione Stella & Aratro, continuando a creare contenuti con un gruppo di lavoro affiatato.
Nel 2021 pubblico “Mentre aspetto che ritorni”, il secondo libro della trilogia “I Figli del sogno”.


Una nuova fase
nel 2021 inizio gli studi universitari in discipline psicosociali presso l’Università Telematica Uninettuno. Una scelta che è il conseguente sbocco della mia innata curiosità verso gli altri, la comprensione dell’Animo umano e l’osservazione dal mio palcoscenico particolare dietro un bancone di un bar.
Nel 2025 continuo a crescere e a sperimentare nuovi percorsi. Pubblico “L’amore sublime”, terzo volume della trilogia, e metto in cantiere altri lavori. Ho rafforzato il mio tedesco fino a raggiungere il livello B2, un traguardo formale ma significativo, che mi ha aperto nuove porte.
Oggi lavoro come Begleiter in una casa di riposo a Monaco, in mezzo a persone smarrite tra le macerie della propria memoria, o che semplicemente cercano uno spiraglio di vita nel marasma della civiltà. È un lavoro che mi ha restituito qualcosa di inaspettato: ho ritrovato i figli della solitudine, affamati di poesia, che avevo cercato nei miei libri e che continuo a cercare ogni giorno.
Questi nuovi passi non sono scollegati dalla mia scrittura e dai miei progetti creativi: ogni esperienza, ogni confronto con le persone, ogni momento di crescita personale si riflette in ciò che creo. La scrittura, il lavoro sociale e i miei progetti online diventano un unico percorso, guidato dalla curiosità, dall’empatia e dalla volontà di lasciare un segno concreto.
E ora?
Guardando al futuro, il panorama appare pieno di possibilità: nuovi libri da scrivere, storie da raccontare, esperienze da vivere. Viviamo in un mondo che sembra sempre più precario, ma che in fondo è sempre stato un po’ ballerino. La differenza sta in noi: possiamo prenderci cura l’uno dell’altro, condividere esperienze e costruire legami che contano davvero. Questa è la missione che guida ogni mia parola, ogni progetto, ogni gesto: scrivere, creare, vivere per lasciare un’impronta che sia insieme personale, sociale e umana.

