Riprendersi il futuro (#iorestoacasa giorno 10)

25.03.2020

Fare lo slalom tra bufale e mezze bufale per cercare di comprendere la realtá che ci circonda è difficile ma, come ho detto piú di una volta, cercare le fonti originale e applicare un metodo rigoroso di ricerca può essere un ottimo primo passo. A maggior ragione oggi che siamo in quarantena ed abbiamo molto tempo a disposizione (a patto di non trascorrerlo davanti la TV a guardare programmi spazzatura e Talk show inutili quanto dannosi). Forse potremo pure recuperare quel piacere alla informazione corretta che una vita a correre da una parte all'altra come criceti nella ruota ci ha fatto un po' smarrire.

Recuperare una dimensione piú umana della vita potrebbe essere un ottimo punto di partenza non solo per modificare le nostre abitudini ma, soprattutto, cercare di migliorare il paradigma economico che ci hanno propinato negli ultimi 30 anni, quello per intenderci che pone il PIL come parametro di riferimento della nostra felicità, sia esso inteso a livello nazionale che personale. Lavorare, produrre, consumare, questi sono i tre verbi che spingono il mondo in un imprecisato futuro, alla rincora di un progresso che sembra infinito ma che, presto o tardi, è costretto a misurarsi con i limiti fisici nostri come specie e del nostro pianeta.

La terra ha la febbre, forse questo periodo di crisi globale ce lo ha fatto dimenticare. Siamo cosí intenti a salvare noi stessi che non ci rendiamo conto che l'astronave su cui viaggiamo nel cosmo sta affondando, che ci sono in atto cambiamenti climatici importanti e che rischiano di diventare irreversibili se non ci diamo una calmata. Qualcuno ha avanzato l'ipotesi addirittura che questa mutazione virale sia in realtá un segnale che la natura ci sta inviando, un modo per farci capire che stiamo andando troppo in là, che non ce la fa, forse ricordando un film non proprio brillante di qualche anno fa ("E venne il giorno, The Happening" scritto, diretto e prodotto da M. Night Shyamalan), dove la natura attraverso delle neurotossine prodotte dagli alberi, attacca l'umanità costringendo le presone al suicidio perché le considera ormai un pericolo insostenibile. Il che visto quello che stiamo facendo al pianeta sarebbe tristemente meritato.

Ma questo stop forzato può essere una opportunità per cominciare a ripensare il nostro sistema di vita. Pensateci: quando mai avete avuto cosí tanto tempo a disposizione? Si lo so, i problemi della crisi economica e sociale, le paure per il futuro, la mancanza di soldi, le banche che vi stanno con il fiato sul collo e che potrebbero prendersi le nostre case... tutte paure legittime e condivisibili. Ma andiamo un attimo oltre le paure (spesso indotte da persone che nella migliore delle ipotesi godono nel vedere gli altri angosciati) e guardiamo cosa abbiamo adesso. Abbiamo in mano la possibilità di prenderci del tempo per evolvere, crescere, fare letture interessanti. Abbiamo tempo per informarci, capire, approfondire. Abbiamo il tempo per concentrarci non sulla paura e la disperazione che ci attanagliano e che ci continuano ad infondere attraverso TG e programmi che inseguono aggiornamenti secondo per secondo e imbastiscono teorie sul futuro. Basta vivere nel panico. Guardiamo oltre: davvero non c'è nulla che possiamo fare per cambiare le cose? Per costruire un futuro migliore per i nostri figli? Per capire che cosa possiamo fare per il nostro pianeta?

Anche se a molti sembra sfuggire, riscaldamento globale e pandemia hanno un denominatore comune: la salute umana. In entrambi i casi, l'assenza di strategie tempestive e di lungo termine per minimizzare le conseguenze sull'umanità, potrebbe portare allo stesso modo a mettere in pericolo la vita di tutti noi. Bisogna quindi contrastare con tutti gli strumenti possibili il rischio di un'epidemia globale per contenere i contagi e minimizzare le vittime, ma allo stesso modo continuare a tracciare quel percorso che garantirà la sopravvivenza su questo Pianeta alle future generazioni. Ed oggi abbiamo in mano uno strumento in più per raggiungere questo obiettivo, cioè il tempo che non abbiamo mai per informarci e ripensare il nostro stile di vita.

Possiamo per esempio imparare a distinguere una Bufala da una notizia vera, seguendo  i consigli di chi dello sbugiardamento di teorie farlocche ne ha fatto una missione di vita come il CICAP, Butac, le Formiche o come Massimo Polidoro, Dario Bressanini e tanti altri. Come dicevo prima è importante recuperare il nostro senso critico, imparare a dubitare di tutto fino a che non si arriva alla sostanza dei fatti, a delle verità oggettive che siano inoppugnabili e non fuorvianti. Il metodo scientifico in questo caso ci aiuta: imparare a padroneggiarlo è il primo passo verso la consapevolezza.

Covid-19 ci ha insegnato che dobbiamo investire risorse importanti per l'educazione. In primo luogo, perché l'istruzione è uno dei più importanti determinanti sociali della salute. Molti studi in passato hanno mostrato forti legami tra scarsa alfabetizzazione sanitaria e malattia. Un'adeguata educazione alla salute consentirebbe (e lo farà - perché non è finita di certo qui con SarsCoV2) per esempio, di far capire alla gente perché è necessaria la quarantena, perché le partite di calcio non possono aver luogo, perché è meglio non correre alle farmacie per comprare maschere e perché non si dovrebbe correre negli ospedali ai primi sintomi sospetti. Quindi è importante la conoscenza. Ormai è possibile fare migliaia di corsi di altissimo livello online, completamente gratuiti. Coursera per esempio, è una grande piattaforma di corsi online, e ha reso disponibile gratuitamente l'intero catalogo di corsi per le università e gli studenti in Italia e in tutte le zone del mondo colpite dalla diffusione del coronavirus. é possibile trovarci veramente di tutto: corsi di lingua, graphic design, il corso di fotografia organizzato dal Moma di New York. Nella pagina del Ministero per le Innovazioni Digitali è possibile scoprire quali case editrici hanno messo a disposizione riviste ed ebook gratuiti. Si aggiungano a quell'elenco alcune iniziative di sistemi bibliotecari, con cataloghi digitali anche molto interessanti. Inoltre, Il Saggiatore editore offre un e-book in regalo ogni due giorni, Edizioni Dedalo mette a disposizione alcuni libri del catalogo e alcuni numeri della rivista di divulgazione scientifica SAPERE, in formato pdf o ebook mentre Feltrinelli e Ibs hanno unito le forze per offrire sconti fino al 45%. E molte librerie indipendenti si stanno organizzando per le consegne a domicilio.

Tutto questo afflusso di cultura non ci potrà fare altro che bene: una popolazione consapevole è meno manovrabile specie da chi dell'ignoranza dei suoi seguaci fa vanto e merito. Diventare una cittadinanza consapevole ci aiuta a scegliere meglio i governanti e, soprattutto, anestetizza la società dal pericolo di devastanti derive sovraniste e autocratiche, che in un momento storico come questo ed alle soglie di un necessario e quanto mai auspicabile cambio di paradigma economico, possono fare la differenza tra lo sviluppo e l'estinzione. Certo, la cultura non è la panacea dei mali, ma mentre alla stupidita non c´è rimedio, cerchiamo almeno di curare l´ignoranza.