Combattere l'oscurantismo con lo sbattezzo

30.03.2019

Oggi a Verona si sono aperti i lavori del congresso sulla famiglia, tredicesima edizione, patrocinata dal ministro per la famiglia e la disabilità è sostenuto da vari membri del governo, compreso il ministro dell'inferno Matteo Salvini. La carrellata di persone imbarazzanti, delle idee contorte e dalle teorie strampalate e retrograde é già cominciata da lungo tempo nei social, che hanno diffuso ampiamente il pensiero di questi personaggetti oscurantisti, medievalisti, retrogradi. Persone che hanno individuato nei divorziati, nelle donne che chiedono di potersi autodeterminare e gli omosessuali il nemico da combattere e da abbattere. Persone in carico a quella destra che ha stretto uno stretto Patto di alleanza con la Chiesa Cattolica per riprendere il potere e mantenerlo non solo politicamente ma anche spiritualmente.

Ho assistito allo spettacolo indecoroso delle dichiarazioni aberranti rilasciate da queste persone, sentendo dentro di me una rabbia intollerabile, un disgusto profondo verso chi partorisce certe idee che incitano all'odio, alla violenza, alla distruzione. Ancora più rabbia mi fa sapere che questo congresso è stato organizzato, ideato e finanziato da una parte del governo italiano, con i soldi dei contribuenti italiani, contro una parte degli italiani. C'è di tutto a Verona: insulti, gadget di dubbia moralità, donne che vanno alle manifestazioni imbracciando Madonne quasi fossero dei kalashnikov e una​ suora​ che vive in Georgia e che mostra un ghigno diabolico pensando alla vita non facile degli omosessuali perseguitati dal regime. In una giornata così terribile per la società italiana, non ho sentito una sola parola venire da papa Bergoglio, non una sola dichiarazione in difesa delle persone, perché di persone si parla qui, minacciate di morte; persone che si sentono lanciare addosso epiteti, che dovranno adesso guardarsi le spalle nel timore che il vicino di casa possa sentirsi legittimato a prendere una pistola e sparargli soltanto perché " diverso". Veramente in pochi in seno alla chiesa hanno preso le distanze da questa aberrante conferenza. Primo fra tutti Don Ciotti che da anni combatte a fianco degli ultimi, che ha espresso dure parole contro i relatori di questa ignobile pantomima. Qualche prete di quartiere e di periferia, sicuramente avrà preso le distanze con la propria comunità, indicando quale possa essere la strada, parlando di accettazione, di non giudizio, di rispetto. Ma la maggior parte del clero cattolico è schierato con questi esseri immondi, complice di questi seminatori di odio, e lo si può vedere (o meglio lo si può sentire) nell'assordante silenzio della Conferenza Episcopale Italiana che in altri casi ha fatto sentire molto forte la propria voce.

Per non parlare delle idee maschiliste e misogine espresse dai relatori di questo convegno. Teorie che vedono la donna come la responsabile dell'instabilità della nostra società, che vedono nella libertà di scelta della donna il rifiuto di qualsiasi tipo di sottomissione uno stravolgimento dell'ordine naturale delle cose. Un ordine stabilito da un fantomatico dio (maschile), violento, geloso, possessivo. Un'idea di donna come semplice oggetto proprietà dell'uomo, ritenuta inferiore, sottomessa, incapace di intendere e di volere. Un'idea non nuova certo in Italia, dove le donne da sempre sono considerate meno di un uomo. Ma negli ultimi decenni abbiamo assistito alla emancipazione della donna, che ha portato la nostra società a crescere e a crescere. Una emancipazione che non può fermarsi e che non deve sicuramente tornare indietro. Ma è quello a cui puntano e aspirano i componenti di questo congresso (e una parte politica determinante al governo di questo Paese).

Io posso capire in linea teorica che  la chiesa sia d'accordo con chi contrasta il divorzio o l'aborto. Per carità é giustissimo che voi abbiate delle idee diverse, è giustissimo che voi la pensate in un modo alternativo, siamo in democrazia! Ma la cosa che non è affatto giusta è che voi vogliate imporre la vostra visione anche a chi non crede in voi e nella vostra istituzione. Dio non c'entra in tutta questa discussione, il Dio di cui voi vi riempite tanto la bocca è stato quello cha ha accolto Maria Maddalena perdonandola dei suoi peccati, è quello che ha detto" Chi è senza peccato scagli la prima pietra​", è quello che ha accolto tutti, da Matteo il pubblicano a Simon Pietro il pescatore. E voi siete quelli che puntato il dito, voi siete quelli che proteggete chi semina violenza, voi siete quelli delle terapie riparative, voi siete quelli della preghiera ad oltranza, voi siete quelli dell'inferno che brucia, voi siete quelli che avete meno rispetto di tutti ma che lo prendete.

Io non ho scelto di fare parte della chiesa cattolica, lo hanno scelto per me i miei genitori quando io ero incapace di farlo. Ho seguito gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, sono cresciuto in una comunità cristiana, ho servito messa fino a 15 anni, ho un grande rispetto per molti preti di frontiera, persone che conosco da una vita e che mi hanno dimostrato che cos'è veramente il rispetto. Persone a cui voglio anche bene e che forse ne vogliono a me. Ma non mi sento di poter continuare a fare parte di questa comunità, che nonostante le molte positività e nonostante raccolga al suo interno molte persone meritevole di rispetto e di fiducia, è capeggiata da una massa di farabutti, che punta soltanto e unicamente al potere, all'egemonia sulle masse, a instillare paura odio e divisione, a mettere fratelli contro sorelle, genitori contro figli, in una guerra infinita di cui gli unici vincitori saranno loro. Io non posso continuare ad essere complice dei vostri atteggiamenti sbagliati, della vostra deriva teocratica, che sta cercando di riportare l'Italia nell'abisso del medioevo, di distruggere tutte le conquiste sociali che abbiamo fatto fino adesso prima fra tutte quella della dignità della scelta e della propria autodeterminazione. Voi volete riportarci indietro come è successo già in altre nazioni, in tempi differenti. Basta guardare all´Afganistan adesso e cos'era negli anni Settanta prima che i talebani prendessero il potere, riducendo le donne in schiavitù e gli uomini ad essere dei rozzi e incivili estremisti. Guardate all'Iran, che prima della rivoluzione di Khomeini era una delle speranze democratiche del Medioriente. Guardate alla Turchia che prima dell'ascesa al potere del dittatore Erdogan era una delle democrazie islamiche più vicine all'Europa. Adesso è impossibile anche semplicemente immaginare di poter essere diversi.

Mi dispiace per tutte quelle persone che forse non comprenderanno il gesto dello sbattezzo, che penseranno che la mia sia soltanto una presa di posizione inutile, dettata dall'emotività. Per me non è così, io non posso stare con chi difende chi vorrebbe vedermi morto! io non posso stare nella stessa casa di chi vorrebbe che io non esistessi! io non posso continuare ad accettare di essere accomunato a determinati elementi che si permettono di desiderare la negazione dei diritti alle donne, prima fra tutte quella dell'autodeterminazione.

Io non accetto il vostro modello ideale di società, dove la donna è relegata alle faccende domestiche, semplice fattrice dei vostri figli (sperando che siano maschi). Una società dove due persone devono stare per sempre insieme anche se si odiano, anche se vorrebbero uccidersi, "per il bene dei figli" e subire violenze e rivendicazioni. Una società dove l'aborto è illegale, ma non per questo cancellato o annullato. Non dimentichiamo che prima della legge 194, l'aborto veniva comunque praticato, spesso in strutture fatiscenti, in modo illegale, senza alcun controllo, e con il rischio enorme per la donna di morire. Volete che la gente non divorzi? Insegnategli cosa sia veramente l'amore. Volete che le ragazze e le donne non abortiscano? Bene, permettete l'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuole e l'uso del preservativo.

Ma voi questo lo osteggiate e sapete perché? Perché temete come la peste che la gente diventi consapevole di poter gestire la propria vita senza il vostro aiuto. Il vostro inferno è la consapevolezza delle masse. Avete paura che le persone prendono coscienza di essere delle marionette nelle vostre mani e si ribellino. In fondo è quello che succede ogni volta che si prende coscienza dell'enorme differenza che c'è tra quello che vuoi predicate e quello che realmente c'è scritto nella Bibbia; quando si insinua nella coscienza di una persona qualunque che forse la storia che ci raccontate non è esattamente quella.

Negli ultimi anni ho sviluppato un enorme fastidio verso l'ipocrisia, un fastidio che mi è nato partendo da quello che vedevo succedere in seno alla chiesa, dove persone che in teoria dovevano servire Dio in realtà si servivano dell'istituzione ecclesiastica per perseguire i propri scopi, il proprio tornaconto personale. E questa consapevolezza mi ha acceso il dubbio, facendomi arrivare alla conclusione che la chiesa così per come la conosciamo è stato solo ed è tutt'ora un centro di potere. Fino ad arrivare alla conclusione che le religioni siano tutte indistintamente mezzi per controllare le masse. Ascoltando certe Dichiarazioni dei partecipanti a questo congresso della famiglia, dei loro sostenitori, dei partecipanti e vari Family Day dei circoli pro-life, ho capito che sì, è quello il problema. Voi avete paura della conoscenza, voi avete paura che le persone si accorgono della vostra truffa. E non create persone consapevoli ma soltanto dei fanatici.

Ricorrere allo sbattezzo quindi diventa un'arma contro di voi. Stando al Catechismo della Chiesa cattolica (n. 1213), il battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di Dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Il clero cattolico, convinto di rivolgersi a tutta la popolazione della propria parrocchia, "invade" la vita altrui. Si crea così una sorta di "condizionamento ambientale" e si diffonde la convinzione che bisogna battezzare, cresimare, confessarsi e sposarsi in chiesa per non essere discriminati all'interno della propria comunità. Abbattere questo muro, rivendicando con orgoglio la propria identità di ateo o agnostico, è una battaglia essenziale per vivere in una società veramente libera e laica. Lo sbattezzo è l'atto formale di rinuncia al battesimo.

Non nel mio nome quindi: non nel mio nome scatenare te più una guerra contro i diversi, non nel mio nome promuoverete la distruzione, la violenza, la morte. Non in mio nome! Non mi rappresentate più, io non faccio parte del vostro club, ogni volta che parlerete, ogni volta che esporrete qualche idea, io non sarò più rappresentato da voi. Io mi dissocio da tutto quello che vuoi rappresentare, dall'odio divisivo, dal desiderio di egemonia e di controllo, dalla fame di potere. Io invoco il mio diritto di esercitare il libero arbitrio e decidere di vivere la mia vita nel rispetto delle regole comuni, nel rispetto che voi non conoscete più, nell'amore verso l'altro e verso la persona che dimostra amore e rispetto nei miei confronti. libera Chiesa in libero stato! invoco il mio diritto all'autodeterminazione, e quando arriverà il momento me la vedrò io con Dio, e voglio vedere tra me e voi chi andrà veramente in paradiso e chi all'inferno!

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