14. Ci serve un Nuovo ordine mondiale

29.03.2020

Sono un grande appassionato di fantascienza. Sono cresciuto con Star Trek, passando per Spazio 1999 e infine con Doctor Who. Ho letto il racconti di Ray Bradbury, il ciclo completo dei robot e della Fondazione di Isaac Asimov e decine di libri Urania. Ho visto l'universo come viene immaginato dai piú grandi scrittori e sono anche un discreto conoscitore di Astronomia e misteri dello spazio. E un grande sostenitore della necessità dell'essere umano di conquistare lo spazio.

Nei tempi difficili che percorriamo certe tematiche passano forse in secondo piano, anche se forse sarebbe il caso di includere nella discussione generale un nuovo fattore che dovrebbe farci ragionare. No, non sto parlando della assurda teoria che vorrebbe il COVID19 come di provenienza aliena (le ipotesi sono due: o è un'arma che alcuni extraterrestri stanno usando per conquistare il pianeta, oppure è una forma di virus alieno che è stato fatto filtrare per sbaglio sul nostro pianeta), quanto sulla possibilità di guardare alle stelle come nostro prossimo traguardo evolutivo. È un tema che sento molto vicino non solo per le letture che ho fatto in passato ma anche in relazione allo sviluppo tecnologico e scientifico che abbiamo fino a qui conseguito, che può portare secondo me a tre sbocchi: l'autodistruzione, un regresso apocalittico ad uno stadio medioevale o, appunto, la via della colonizzazione spaziale. E questo passaggio fondamentale va fatto adesso, da questa generazione. In questo preciso momento stiamo gettando le basi del nostro futuro come specie.

Come ho avuto modo di dire molto spesso, credo che dovemmo cominciare a superare quelle false divisioni che sono solo culturali e non sostanziali tra gli esseri umani. Basta con il voler imporre sé stessi ed il proprio credo sugli altri, basta con l'ecumenismo e il l'assolutismo delle religioni. Nessuna ideologia deve sopravalore per forza sull'altra, basta che ci sia il rispetto reciproco e le stesse tutele per tutti. Per uscire da questa impasse, occorrerebbe rafforzare le strutture sovranazionali, oltre che una maggiore consapevolezza e cultura della differenza e del rispetto, ma soprattutto in un cambiamento della nostra concezione di umanità. Siamo talmente tanto chiusi nei nostri recenti mentali, negli stereotipi, nelle congiure, nei complotti, nelle religioni, da non vedere la verità assoluta della nostra civiltà: siamo tutti esseri umani, condividiamo lo stesso genoma e veniamo da un unico pianeta, la terra. Le altre differenze sono solo imposte ma non fanno parte del nostro patrimonio genetico. Siamo noi, con le nostre scelte o la nostra provenienza a fare di noi ciò che siamo. E sarebbe ora che cominciassimo a ragionare come umanità e non come singole entità separate. Anche perché le sfide che ci attendono, questo è sempre piú chiaro, sono globali. Come il Covid 19, che sta interessando tutte le nazioni del mondo, o l'emergenza climatica che riguarderà tutti, sia che lo vogliamo o meno. È necessario cominciare a pensare di essere cittadini del mondo e agire di conseguenza.

Quando mi capita di parlare di questo argomento con i miei amici, spesso alcuni tirano fuori la carta del "nuovo ordine mondiale", una teoria del complotto secondo la quale un presunto gruppo di potere oligarchico e segreto si adopererebbe per prendere il controllo di ogni paese del mondo, con il pieno totalitarismo al fine di ottenere il dominio della Terra. Esistono numerose ipotesi, teorizzazioni e congetture indimostrate e più o meno fantasiose, spesso con temi e oggetti assai eterogenei e non correlati tra loro, sostenute da piccoli gruppi complottistici spesso in conflitto interpretativo tra loro. Quella del New World Order farebbe parte di una teoria del complotto molto vasta ed articolata, che tocca diversi ambiti e contesti, fondantesi su una supposta collusione fra il commercio e la politica, l'economia, un ipotetico "governo segreto", insabbiamenti, arrivando sino a teorie più estreme e spesso ritenute fantascientifiche come quelle di David Icke. Anche l'Organizzazione delle Nazioni Unite sarebbe una figura centrale di alcune teorie sul Nuovo ordine mondiale, ma nel XXI secolo sono entrate alcune teorie nell'immaginario collettivo, soprattutto fantacomplottiste. Teorie recenti includono i "Rettiliani" o i "Grigi" o entrambi, la Commissione Trilaterale, gli Illuminati e altri gruppi più o meno importanti. Alcuni teorici sostengono che il congresso annuale del Gruppo Bilderberg, sia un ritrovo per tutti i complici del NWO. Addizionando l'escatologia religiosa, caratterizzante spesso l'anticristo, si arriverebbe ad incentrare più teorie, ognuna accomunata ad un'altra.

La realtá secondo me invece è molto piú semplice: la razza umana deve attrezzarsi per affrontare le sfide del futuro e può farla solo unita come un'unica entità. Ho sempre pensato che sia estremamente presuntuoso ed arrogante da parte dell'uomo pensare di essere la razza piú intelligente di tutto l'universo e che la Terra sia l'unico pianeta provvisto di vita. Io sono tra quelli che credono che la fuori ci siano decine di forme di vita e intelligenze superiori da incontrare. Dato l'enorme numero di stelle nell'universo osservabile, è naturale pensare che la vita possa essersi sviluppata in un grande numero di pianeti e che moltissime civiltà extraterrestri evolute siano apparse durante la vita dell'universo. Certo, c´è il "Paradosso di Fermi": «Se l'Universo e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate, dove sono tutte quante?» Oppure: «Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non ne abbiamo ancora ricevuto le prove, come trasmissioni radio, sonde o navi spaziali?»: le risposte sono molteplici, ma come molti scienziati e divulgatori, sono dell´idea che una riposta potrebbe essere una sorta di "Prima direttiva" che, come tutti i trekker sanno, è la fondamentale norma della Federazione dei Pianeti Uniti che vieta fermamente di interferire nello sviluppo naturale di una civiltà o negli affari interni di un governo di un altro pianeta finché essa non abbia sviluppato la tecnologia dei viaggi interstellari. È possibile supporre che la fuori ci sia qualcuno che ci osserva (o ci ignora) perché ci ritiene poco appetibili culturalmente o non ancora abbastanza maturi per questo. È una ipotesi che francamente non sento di poter scartare. Ma c'è di piú.

Carl Sagan, uno dei più famosi astronomi, astrofisici, astrobiologi ed astro chimici del Novecento, suggeriva che uno dei motivi per cui era cosí difficile che le civiltà tecnologiche si mettessero in contatto tra loro è che queste tendono ad autodistruggersi piuttosto velocemente (quali possibili cause: inquinamento, guerra nucleare, sovrappopolazione). Furono queste considerazioni a portarlo ad impegnarsi per diffondere tra il grande pubblico la consapevolezza e il pericolo dei mezzi e comportamenti tramite i quali la specie umana potrebbe autodistruggersi, nella speranza di riuscire ad evitare un tale infausto destino. Ed è un messaggio che vale oggi, soprattutto alle soglie di cambiamenti epocali che rischiano di travolgerci. Anche perché, come diceva Stephen Hawking, visto che per anni abbiamo inviato nello spazio onde TV e radio, una civiltà avanzata che fosse interessata a mettersi in contatto con noi, ci avrebbe già notati da tempo. Anche se lo stesso Scienziato metteva in guardia sul fatto che, ammesso che esistessero, non necessariamente ipotetici visitatori avrebbero poi avuto necessariamente intenzioni amichevoli nei nostri confronti. Ora, sia per i cambiamenti climatici o nell'ipotesi distopica di una minaccia che arrivi dallo spazio (sia esso un asteroide alla "Armageddon" o una invasione aliena alla "Independence day"), non possiamo affrontare la questione con i nostri fragili nazionalismi e le nostre timide armi regionali, ma dobbiamo improntare una risposta globale.

E se la fuori non ci fosse davvero nessuno? Se la terra fosse davvero l'unico pianeta vivo di tutto l'universo? Beh, credo allora che abbiamo non solo la necessità ma direi anche il dovere di mantenere questo pianeta vivo e portare la vita ovunque nell'universo. Perché, e lo vediamo in questi giorni, la vita è pronta a riempire i posti vuoti, si espande non appena noi ci ritiriamo. La vita è piú forte di noi, ha bisogni di espandersi. E noi potremmo essere le gambe con cui farla arrivare "la, dove nessuno è mai giunto prima".