Quando parlerò di te – I Figli del Sogno #1

(72 recensioni dei clienti)
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Primo volume della trilogia I Figli del Sogno. Una storia di famiglia, amore, perdita e rinascita che attraversa Italia e Germania seguendo il viaggio di Matteo alla ricerca del proprio posto nel mondo.

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Descrizione

Quando tutto crolla, resta una sola domanda: chi siamo davvero?

Dopo una dolorosa separazione, Matteo torna in Italia portando con sé solo le macerie della vita che aveva costruito.

Ad attenderlo trova una vecchia villa sul mare ereditata dalla nonna, un passato che non smette di bussare alla porta e una famiglia spezzata da anni di incomprensioni e silenzi.

Matteo è costretto a ricostruire sé stesso. I ricordi dell’infanzia, il difficile rapporto con il padre, l’amicizia incrollabile di Beatrice, l’esperienza dell’emigrazione in Germania e la ricerca di un amore autentico si intrecciano in un viaggio intenso attraverso le ferite e le speranze di una vita.

Quando parlerò di te è un romanzo che parla di famiglia, identità, perdono e rinascita. Una storia capace di raccontare il dolore del rifiuto, ma anche la forza degli affetti che resistono al tempo e alle distanze.

Informazioni aggiuntive

Peso 0,396 kg
Dimensioni 23 × 1,6 × 15,2 cm

72 recensioni per Quando parlerò di te – I Figli del Sogno #1

  1. Elisa Marcho

    Acquistato al salone del libro di Torino 2026. All’inizio mi sembrava un libro un po’ affrettato ma mancano che proseguivo la lettura volevo sapere come finiva questa storia. L’ho letto in due giorni e adesso andrò ad acquistare gli altri due. Intenso e interessante.

  2. Matteo Patti

    Pensavo di leggere un romanzo costruito soprattutto attorno al tema dell’omosessualità e invece ho trovato una storia molto più ampia e universale. La parte che mi ha colpito davvero non è stata il coming out o la famiglia arcobaleno, ma la malinconia che attraversa tutto il libro: gli addii, il tempo che passa, il tentativo di ricostruirsi una vita, il bisogno di essere accettati senza dover fingere. È uno di quei romanzi che parlano piano ma restano dentro.

  3. Gervasio Buonocore

    Se l’intento dell’autore era quello di mostrare come ci si rialza dopo una batosta, beh in parte ci è riuscito. Ma mi sento di dire che Matteo è stato molto fortunato nonostante tutto. Per fortuna ad un certo punto se ne rende conto pure lui. Un po’ lento in alcuni punti ma normale quando si costruisce un universo.

  4. Dario Lentini

    L’ho riletto nel 2026 a distanza di anni dalla prima volta. Alcune cose le ho viste diversamente, ma il nucleo del libro regge: la storia di Matteo è una storia su come si diventa chi si è, e resta valida a qualsiasi età la si legga.

  5. Fabio

    Uno scritto tremendo. Non mi ha trasmesso nulla. Veramente mediocre.

  6. Davide Ricci

    Preso al CSU Napoli 2025. Ho trovato il libro discontinuo: alcune scene molto belle, altre quasi irrilevanti. Non è riuscito a tenermi agganciata dalla prima all’ultima pagina.

  7. Giovanna Cattaneo

    L’ho acquistato al Salone del Libro nel 2025 e l’ho finito in treno sulla via del ritorno. Il rapporto tra Matteo e Beatrice è uno dei migliori ritratti di amicizia che abbia letto. E la lettera della nonna, verso la fine, mi ha fatto piangere in pubblico senza vergogna.

  8. Vincenzo Palumbo

    CSU Napoli 2024. Primo libro di Accordino che leggo. Non partivo da zero perché avevo visto alcuni video dell’autore online. Il libro non delude: è esattamente quella voce lì, diretta e senza pose, trasportata nella narrativa.

  9. Giulia Riva

    Forse non sono il pubblico giusto. Non mi sono sentita coinvolta dai personaggi. Ho finito il libro per rispetto verso chi me l’aveva regalato, non perché volessi davvero sapere come andava a finire.

  10. Angela De Luca

    Preso al CSU di Napoli 2024. Accordino presentava il libro con una semplicità disarmante — non cercava di impressionare, raccontava e basta. Il libro è uguale: nessuna posa, solo storia. Beatrice è uno dei personaggi secondari meglio riusciti che abbia letto.

  11. Elisa Rinaldi

    Una delle poche narrazioni italiane che parla di omosessualità e relazioni familiari senza urlare e senza piagnucolare. Accordino scrive con rispetto per i suoi personaggi e per i suoi lettori. La storia di Matteo è un libro di cui si sente il bisogno.

  12. Sabrina Ferrara

    Regalo di compleanno 2023. Trenta anni compiuti, e una storia su un uomo che ricostruisce sé stesso dopo un grande amore finito. Il tempismo della mia amica era perfetto — o crudele, non ho ancora deciso. Comunque un bel libro.

  13. Carlotta Bernardi

    Il coming out di Matteo sulla spiaggia con Beatrice è una delle scene più belle che abbia letto. Due righe e un silenzio che vale un capitolo intero. Accordino sa usare l’ellissi meglio di molti.

  14. Lettore Amazon

    Eccomi a parlarvi del primo volume della serie ‘I Figli del Sogno’. Ho letto pochi libri M/M, lo ammetto, ma quelli che ho letto insegnano tutti qualcosa e ‘Quando parlerò di te’ non è da meno. Questo non è il solito male to male, perché non ci sono bellocci, ci sono PERSONE che hanno vissuto amori, dolori, separazioni forzate, dettate da persone anche vicine ai protagonisti, che preferiscono non amare i propri figli per ciò che sono. ‘Quando parlerò di te’ è la storia di un figlio in primis, poi padre, che cerca in tutti i modi di lottare per un amore, per il diritto di avere una famiglia come tutti.

  15. Luca Esposito

    Salone del Libro 2023. Terza volta che vedevo Accordino presentare e ogni anno si porta dietro lettori nuovi. Ho preso il primo volume della trilogia e l’ho divorato. La lettera della nonna Adele verso la fine mi ha fatto piangere in pubblico.

  16. Lettore Amazon

    Se state cercando una storia d’amore alla ‘Mulino Bianco’, passate oltre perché qui la fanno da padrone la sofferenza e la nostalgia. Questa è la storia, tormentata e realistica della fine di un grande amore e della disperazione e fatica di riuscire a dimenticarlo. Purtroppo Matteo non deve superare solo la brutta rottura con Martin, l’amore della sua vita, ma anche il distacco da George, figlio di Martin, a cui ha fatto da padre per tanti anni e che adora, ricambiato. Quindi è tutto estremamente più penoso. Vengono raccontati circa dieci anni di sofferenza, di agonia ed anche di scelte sbagliate, che rischiano di mandare ko la vita di Matteo. In alcuni punti l’avrei volentieri preso a testate!!

  17. Ilaria Caserini (direttore del negozio)

    Penna abile, trama ricamata con maestria, sentimento e passione. Ho divorato questo libro in tre giorni e ho iniziato subito il secondo volume della saga.
    Bravissimo, Nicola Accordino!

  18. Lettore Amazon

    Ho divorato questo libro in tre giorni e ho iniziato subito il secondo volume della saga. Bravissimo, Nicola Accordino!

  19. Enrico Russo

    Preso al Salone del Libro 2022. Lo stavo cercando da un po’ dopo aver letto una recensione online. Accordino ha una capacità rara: farti sentire dentro la testa del protagonista senza che te ne accorga. Matteo ti abita per giorni dopo aver chiuso il libro.

  20. Beatrice Conti

    L’ho comprato al Salone 2022 e mi sono pentita. Non perché sia un libro sbagliato, ma perché non era quello che stavo cercando. La storia è intensa ma mi ha lasciato un senso di pesantezza che non cercavo.

  21. Angy Sardini (direttore del negozio)

    Una storia molto sofferta e tormentata da un amore durato anni da cui Matteo non riesce a distaccarsi ! Molte le tematiche legate alle comunità LGBT.
    Bella scrittura.

  22. Lettore Amazon

    Un bel libro, una storia molto sofferta piena di emozioni. Una scrittura fluida, scorrevole. Complimenti all’autore. Consigliato.

  23. Gabry Sardini (direttore del negozio)

    Se state cercando una storia d’amore alla “Mulino Bianco” ecco, passate oltre perché qui la fanno da padrone la sofferenza e la nostalgia.
    Questa è la storia, tormentata e realistica della fine di un grande amore e della disperazione e fatica di riuscire a dimenticarlo.
    Purtroppo Matteo non deve superare solo la brutta rottura con Martin, l’amore della sua vita, ma anche il distacco da George, figlio di Martin, a cui ha fatto da padre per tanti anni e che adora, ricambiato… Quindi è tutto estremamente più penoso 😥
    Vengono raccontati circa dieci anni di sofferenza, di agonia ed anche di scelte sbagliate, che rischiano di mandare ko la vita di Matteo.
    In alcuni punti l’avrei volentieri preso a testate!! 😠
    Mi fermo qui per non rovinare il piacere della lettura, ma gli argomenti trattati sono tanti e vi consiglio assolutamente di non perderli 😉, soprattutto il racconto di una vicenda occorsa a Gianni in passato, vi farà salire la pressione 🤬.
    L’autore è stra-bravo per la capacità di trasmettere tante emozioni e di creare la curiosità di conoscere anche il pensiero di Martin; mi affretto infatti a scaricare “Mentre aspetto che ritorni” 💪🏻.
    La colonna sonora di Renato Zero, che accompagna la lettura, ci sta proprio alla grande 🤩
    Per me 5 stelline 👏👏

  24. Bendetta Leoni (direttore del negozio)

    Buongiorno, eccomi a parlarvi del primo volume della serie “I Figli del Sogno”, ringrazio Alex del blog: vuoiconoscereuncasino? per avermi coinvolta; ho letto pochi libri M/M, lo ammetto, ma quelli che ho letto, insegnano tutti qualcosa e “Quando parlerò di te” non è da meno.

    Come scritto nella trama, questo non è il solito male to male, perché non ci sono bellocci, ci sono PERSONE che hanno vissuto amori, dolori, separazioni forzate, dettate da persone, anche vicine ai protagonisti (e sì, mi riferisco a Matteo), che preferiscono non amare i propri figli per ciò che sono: no, meglio sbattergli 10.000 volte le porte in faccia! E io dico: ALLORA NON AVETE CAPITO UN PIFFERO, NON MERITATE DI ESSERE GENITORI, I VOSTRI FIGLI, MERITANO DI MEGLIO!

    “Quando parlerò di te” è la storia di un figlio in primis, poi padre, che cerca in tutti i modi di lottare per un amore, per il diritto di avere una famiglia come tutti, pur sapendo che, se il primo ruolo è più facile da interpretare, il secondo è decisamente più difficile, ma si può riuscire ad esserlo con le persone giuste accanto.

    Matteo ci fa conoscere il suo passato, il presente e i futuro, vediamo un ragazzo, un uomo, che pian piano impara ad amarsi per ciò che è, per poi amare un’altra persona; ovviamente non potrà non fare sbagli, cadere è inevitabile, ma se trovi le giuste persone disposte ad aiutarti, a sostenerti qualsiasi sbaglio tu faccia, allora cadi, perché poi ti rialzi più forte di prima; altra cosa che si impara in questo romanzo? La famiglia non è necessariamente fatta da te e chi ti mette al mondo, possono essere anche persone che con te non hanno una benché minima goccia di sangue in comune, quindi, FAMIGLIA è CIO’ CHE TI SCEGLI, AL DI LA DEL SANGUE.

    Bisogna trovare il coraggio di cambiare la società, perché diciamocelo: la società in cui viviamo vi sembra bella? A me no! I diritti di uguaglianza e fraternità per tutti dove sono? Non ci sono! Chissà se leggere questo libro, non possa far cambiare idea a chi, con tutti i dovuti rispetti, visto che siamo tutti umani, vive con la testolina ancora nel medioevo, pensando che la famiglia vada bene solo se composta da mamma, papà e figli; vi svelo una cosetta: NON E’ COSI’! SI PUO’ ESSERE FAMIGLIA ANCHE CON DUE PAPA’ e DUE MAMME, perché L’AMORE te lo possono dare anche loro!

  25. Wanda (direttore del negozio)

    Un bel libro una storia molto sofferta piena di emozioni❤️ Una scrittura fluida scorrevole complimenti all’autore. Consigliato

  26. Rosaggia75 (direttore del negozio)

    Fino a qualche anno fa mi ero fatta una mia idea sulla vita, sulle cose, sul concetto di amore, di famiglia, di genitorialità ed era un qualcosa che mi premeva capire fino in fondo. Erano pensieri giusti i miei dal mio punto di vista perché assecondano un certo ordine delle cose che se vogliamo mi era stato tradizionalmente imposto. Avevo ed ho amici che fanno parte della comunità LGBT che guardavo con una certa curiosità distaccata, come a dire va bene l’amore, il sesso, i sentimenti ma la famiglia è un’altra cosa, i figli sono un’altra cosa.

    Il motivo per cui vi parlo di me come inizio di questa recensione è per dirvi una conquista importantissima a cui sono giunta proprio grazie alla lettura di romanzi M/M come questo è che quei giudizi che davo erano fatti senza cuore, senza mettere il mio cuore al posto di chi viveva quella situazione per comprendere empaticamente il suo desiderio dal di dentro e non dal di fuori di un giudizio preconfezionato.

    Il potere della lettura come valore culturale è immenso perché permette l’immedesimazione dall’interno delle cose, vedi la vita di un’altra persona fluire accanto alla tua ed i suoi desideri diventano i tuoi, le sue emozioni diventano le tue. E davanti a quegli occhi li che ti scrutano pagina dopo pagina cambiano la tua posizione facendoti porre dubbi, domande, ascoltando quella voce che grida “ci sono anch’io, non puoi ignorarmi, faccio parte della tua realtà e chiedo solo di essere ascoltato.”

    La storia di Matteo è la storia di un ragazzo vero che per tutta la sua vita ha gridato per farsi ascoltare da suo padre. Ha urlato per farsi amare per quello che è. Ha rincorso quest’amore cercando di assomigliare al figlio che suo padre avrebbe voluto. Ma su di una cosa non ha potuto tacere ed era il suo essere gay. Non puoi non essere quello che sei, quello che ti rende felice, quello che ti fa emozionare e che non l’hai scelto. Tu lo sei perché nessuno potrebbe strappartelo di dosso. Ma suo padre non era in grado di amarlo perché guardare quel figlio gli ricordava a cosa lui aveva rinunciato per tutta la vita.

    Matteo torna in Italia dopo aver perso l’amore di tutta una vita e con lui anche quella famiglia che si era costruito fatta dal suo compagno e da suo figlio George che ha cresciuto con amore.

    Prova a dimenticare ma non può togliersi dalla pelle quel sogno di famiglia che ha perso, quell’affetto per quel figlio non suo che sente di amare nel profondo, a cui ha dovuto rinunciare. Ma l’amore non si perde mai anche quando ce lo vogliono strappare dal petto, se quel sentimento ha basi forti e solide, ritorna.

    È un libro che parla di scelte, di goffi tentativi di risalita, di dolore, di perdono, di rinascita. Affronta la tematica della genitorialità nelle famiglie arcobaleno e ci ricorda che un figlio ha solo bisogno di essere accolto, amato, sostenuto.

    Molto spesso ho avuto delle difficoltà di approccio con il personaggio avendo dei punti di vista spesso diametralmente opposti. Mi ha sfidato ad ascoltarlo, a dargli una possibilità perché anche la sua storia mi arrivasse. Ciò dimostra che aprire il cuore e la mente lasciando spazio ad altro da noi porta comunque qualcosa di positivo perché non ti lascia fermo a quello che sei tu o che credi di poter trovare in una storia.

    Lo stile è molto pulito, scorrevole, con dei continui salti temporali affidati ai ricordi perché per poter costruire il nuovo bisogna saper lasciar andare il passato. È una storia vera, con note autobiografiche che parla della quotidianità di ognuno di noi, con le nostre cadute, risalite, piccole follie e quel senso di bisogno di appartenere a qualcosa che è nel DNA dell’animo umano.

    Se cercate una storia vera, se vi piacciono i romanzi di formazione, se volete ascoltare una vita che vi parla in modo umano e non stereotipato di famiglia arcobaleno e tematiche LGBT questo romanzo toccherà le corde giuste del vostro cuore.

    Alla prossima lettura! ❤

  27. Lettore Amazon

    Ho letto questo libro con molto interesse. È un libro semplice, scritto con il cuore, e quando si scrive con il cuore, senza dover per forza ricercare frasi ad effetto frutto di banali copia incolla, io mi levo tanto di cappello! Attraverso Matteo, il protagonista, Nicola non affronta solo tematiche sull’omosessualità, ma tanti argomenti sui quali dovremmo riflettere: conflitti familiari, rapporti umani ormai distrutti e sostituiti dai rapporti virtuali, solitudine e l’inevitabile senso di abbandono che una relazione ormai finita ci lascia dentro. Piacevole è l’alternarsi dei ricordi con il presente. Io l’ho apprezzato e lo consiglio, lo consiglio proprio per la semplicità e genuinità delle parole con cui è scritto.

  28. Marta Amato

    Acquistato al CSU Rivoli 2021. Una storia d’amore e di identità raccontata con rispetto per il lettore. Non ti spiega cosa pensare, ti mostra e ti lascia libero. Avrei voluto più spazio per il personaggio di Luciano, ma è un appunto minore.

  29. Lettore Amazon

    Una storia dalle belle tematiche LGBTQ

    Matteo torna a Roma distrutto. È stato lasciato dal suo compagno dopo aver vissuto per anni come una famiglia e adesso deve trovare il modo di reagire, di andare avanti con la sua vita e aprirsi di nuovo all’amore. Trasferitosi nella villa dell’amata nonna e con il supporto del fratello, di sua moglie e figlio, l’uomo dà inizio a questa sua nuova vita pur con molte difficoltà: il rapporto difficile con il padre che non ha mai accettato la sua omosessualità, i ricordi dolorosi dei bei momenti con Martin. A volte Matteo dimostra di essere quasi ingenuo, con altri personaggi che gli spiegano le cose della vita in maniera alquanto filosofica, mentre in altre parti pare essere più navigato. Trovo però che in generale il libro avrebbe necessitato di una cronologia più precisa, far capire meglio il tempo che passa, i mesi e gli anni. La questione con il padre che non lo accetta e anzi lo disconosce, oppure Martin e il suo rapporto con la madre del figlio, i diversi personaggi che Matteo incontra nei locali e con i quali si relaziona e conosce anche le loro storie. Anche se stereotipate sono comunque emozionanti per il messaggio che lanciano e per le emozioni che suscitano.

  30. Marianna – Bookmarks are Reader’s Best Friend (direttore del negozio)

    Matteo torna a Roma distrutto. È stato lasciato dal suo compagno dopo aver vissuto per anni come una famiglia e adesso deve trovare il modo di reagire, di andare avanti con la sua vita e aprirsi di nuovo all’amore… Trasferitosi nella villa dell’amata nonna e con il supporto del fratello, di sua moglie e figlio, l’uomo da inizio a questa sua nuova vita pur con molte difficoltà: il rapporto difficile con il padre che non ha mai accettato la sua omosessualità, i ricordi dolorosi dei bei momenti con Martin, una nuova vita e lavoro in Italia dopo aver passato anni all’estero dove tutto è diverso. Ma Matteo pur inciampando e sbagliando cercherà di farsi coraggio e vivere anche l’amore, quello vero.

    Quando parlerò di te parla di questo percorso di Matteo. Ci troviamo un po’ in medias res e nei successivi capitoli dei flashback che pian piano ci raccontano il suo passato, come è andato a lavorare in Germania dove ha incontrato Martin, il suo compagno che aveva avuto un figlio anni prima, come i due hanno creato una famiglia e come tutto si sia rotto un giorno… Sono parti molto belle proprio per i dettagli che offre alla storia perché la trama e i primi capitoli ci fanno intuire cosa sia successo a Matteo, ma poi le leggiamo nelle sue parole e capiamo i suoi sentimenti e il dolore che non riesce ad abbandonare.

    Ed eccolo cercare di tornare a vivere e di conoscere qualcuno andando per locali, dove incontra varie persone con le quali crea rapporti di natura sessuale o semplicemente amici. A volte Matteo dimostra di essere quasi ingenuo, con altri personaggi che gli spiegano le cose della vita, in maniera alquanto filosofica in alcuni casi, mentre in altre parti pare essere più navigato. Lo vediamo attraversare diverse fasi comunque coerenti e comprensibili con la sua storia e la sua situazione. Trovo però che in generale il libro avrebbe necessitato di una cronologia più precisa, far capire meglio il tempo che passa, i mesi e gli anni, visto che non sempre risulta ben chiaro, e quando la storia lo sottolinea si rimane un filo confusi a mio parere… Qualche indicazione temporale in più non sarebbe dispiaciuta.

    Anche perché all’inizio pensavo che il romanzo fosse ambientato in un periodo contemporaneo, pandemia a parte. In realtà basandomi su un evento raccontato nella seconda metà di Quando parlerò di te, il libro risulta ambientato intorno al 2010. Questo mi ha fatto riflettere su alcune cose. Nel romanzo ci sono molte riflessioni e discussioni sui pregiudizi e le difficoltà che Matteo come omosessuale deve affrontare, sugli insulti, la bigotteria generale ecc. Non dico che adesso la situazione sia unicorni e arcobaleni, ma che negli ultimi anni sia cresciuta la consapevolezza e l’accettazione della comunità LGBTQ a livello sociale e mediatico che quindi alcune cose presenti e sottolineate nel romanzo siano più realistiche se lo consideriamo ambientato quasi 10 anni fa perché oggi la situazione è migliore anche se non ancora rosea. Ripeto e sottolineo: pregiudizi, odio, bigotteria ecc ci sono ancora MA stiamo migliorando, piano piano, quindi il romanzo per alcune delle situazioni raccontate risulta un po’ indietro mentre per altre rimane assolutamente attuale.

    Anche per questo trovo che la scelta di cadere un po’ in alcuni stereotipi sia fatto per rendere la storia di Mattero più familiare e in un certo senso relazionabile ed empatica. La questione con il padre che non lo accetta e anzi lo disconosce, oppure Martin e il suo rapporto con la madre del figlio, i diversi personaggi che Matteo incontra nei locali e con i quali si relaziona e conosce anche le loro storie personali. Anche se stereotipate sono comunque emozionanti per il messaggio che lanciano e per le emozioni che suscitano anche se già viste o sentite. Suscitano comunque occasione di discussione in argomenti spesso ancora attuali. Avrei forse evitato e comunque attenuato la parte del prete, sono sincera, ma le altre storie e situazioni mi sono anche piaciute per la certa attualità che le riguarda. Certo, forse nel corso del romanzo potevano essere un filo più easy o diminuite o fare si che non ci sia sempre una tragic backstory ma anche un po’ di felicità e serenità per quello che uno è.

    Perché infatti Matteo nel corso di Quando parlerò di te migliora, cade e si rialza e comprende di non dover guardare solo al passato ma anche al futuro e rifarsi una vita. E anche se abbiamo una sorpresa sul finale non proprio bella e positiva, essendo solo la prima parte della serie, vorrei vedere come procederà la storia. Nonostante le pecche che ho segnalato sopra e alcuni refusi sopratutto nella seconda parte della copia che mi è stata fornita trovo che sia una storia carina e significativa che può far riflettere il lettore anche se non molto interessato alle tematiche LGBTQ ma che anzi si vuole avvicinare ad esse con una storia dal sapore autentico e realistica nonostante alcuni limiti.

  31. Andrea Moretti

    Stile a tratti ingenuo. Ci sono passaggi in cui la scrittura funziona, ma anche momenti in cui sembra acerba. Non è il tipo di narrazione che mi fa tornare su un autore.

  32. Ilaria

    Quando parlerò di te racconta la storia di Matteo, un giovane italiano che si trasferisce a Monaco di Baviera per trovare lavoro… là non trova solo un lavoro, ma anche l’amore. L’amore risponde al nome di Martin, padre del piccolo George. Come si percepisce già dalle prime pagine, qualcosa è andato storto tra loro, e il grande amore eterno che si erano giurati viene infranto. Matteo torna in Italia, ma il suo cuore batte sempre per il giovane tedesco che gli ha rotto e calpestato il cuore. Il nostro protagonista è l’ombra di se stesso, non riesce a reagire e si lascia come trascinare dalla corrente alla deriva, naufragando in un oceano di tristezza e nostalgia, fino a toccare il fondo. La trama è molto bella: sin dalle prime pagine si avverte un senso di malinconia che commuove. L’autore è stato bravo a svelare poco alla volta tutti i vari colpi di scena. I personaggi principali sono ben sviluppati e convincenti. Lo stile dell’autore è molto delicato e riesce a far emergere le emozioni dei personaggi. In generale è una bella storia, molto tenera e anche dura allo stesso tempo, di un ragazzo che cerca il suo posto nel mondo, con un finale inaspettato.

  33. Buona Lettura (direttore del negozio)

    Quando parlerò di te racconta la storia di Matteo, un giovane italiano che si trasferisce a Monaco di Baviera per trovare lavoro… là non trova solo un lavoro, ma anche l’amore. L’amore risponde al nome di Martin, padre del piccolo George.
    Come si percepisce già dalle prime pagine, qualcosa è andato storto tra loro, e il grande amore eterno che si erano giurati viene infranto.
    Matteo torna in Italia, dopo una parentesi in America (anche se nei vari capitoli non si racconta come viveva là), ma il suo cuore batte sempre per il giovane tedesco che gli ha rotto e calpestato il cuore. Il nostro protagonista è l’ombra di se stesso, non riesce a reagire e si lascia come trascinare dalla corrente alla deriva, al largo, naufragando in un oceano di tristezza e nostalgia, fino a toccare il fondo.
    Ma questo non è il solo problema di Matteo, quando il padre scoprì la sua omosessualità lo repudiò, diseredandolo anche dal testamento.
    La vita si è come accanita contro Matteo, nonostante il suo gemello e sua cognata gli siano sempre stati accanto, ma questo a volte non era sufficiente. Matteo sprofondava sempre di più…
    Riuscirà a tornare a vivere e a trovare la felicità?
    La trama è molto bella, come detto sin dalle prime pagine si avverte un senso di malinconia che commuove, anche se non si conosce ancora bene cosa l’abbia portata, l’autore è stato bravo a svelare poco alla volta tutti i vari colpi di scena che caratterizzano la storia.
    I personaggi principali sono ben sviluppati e convincenti, anche il protagonista nonostante per tutta la trama non faccia che chiudersi in se stesso e lamentarsi, ma quando il cuore è spezzato, nonostante il tanto tempo trascorso, non è facile tornare a vivere e sorridere perché si ha sempre la paura che tutti possano farci ancora male, soprattutto se prima avevano detto di volerci bene, si teme sempre un inganno. In più come omossessuale Matteo vive continuamente i pregiudizi della società.
    Lo stile dell’autore è molto delicato e riesce a far emergere le emozioni dei personaggi, soprattutto quelle del protagonista visto che l’intera storia è scritta dal suo punto di vista in prima persona. La trama presenta diversi flashback che portano il lettore indietro nel tempo per comprendere cosa è accaduto, e questi flashback sono riconoscibili dall’uso del corsivo perché il tempo verbale tra presente e passato della trama non cambia.
    Segnalo anche che qua e là sono presenti dei refusi.
    In generale è una bella storia, molto tenera e anche dura allo stesso tempo, di un ragazzo che cerca il suo posto nel mondo, alla costante ricerca di sentimenti veri e della felicità, con un finale inaspettato.

  34. Alex Astrid – VCUC (direttore del negozio)

    Matteo è un uomo affranto, anzi infranto: frantumato. Il suo cuore è in mille pezzi e la sua anima vaga sperduta in una selva oscura, in un oblio di dolore e rimpianti. Forse non se ne sarebbe mai dovuto andare, forse avrebbe dovuto lottare di più, forse avrebbe dovuto insistere, rimanere a tutti i costi. Per George, per suo figlio. Invece ha scelto di errare, vagabondare, migrante in continuo esilio, straniero anche nella sua casa e per la sua famiglia…

    La storia di Matteo – italiano, trasferitosi a Monaco di Baviera e dopo tante peripezie tornato in patria – colpisce per il susseguirsi di drammi che sconvolgono la sua esistenza e che spezzano la sua resistenza e la sua speranza. La sua è una storia di amore e di famiglia che, per molto tempo, non va nella direzione giusta; dietro ai molti rifiuti che subisce nella vita c’è sempre la stessa incapacità di accettare il diverso, lo stesso bisogno sociale di imporre la “normalità” a tutti: suo padre non ha mai accettato la sua omosessualità e il suo stesso compagno vive con profonda vergogna (per non dire orrore) la propria natura e il loro amore. Quello raccontato da Accordino è un mondo in cui accettarsi e farsi accettare sembra una sfida insormontabile, che richiede enorme pazienza, nonché coraggio, e che potrebbe opprimere chi si ritrova solo e senza supporto alcuno. Per fortuna del protagonista, lui solo non lo è mai stato per davvero – nonostante spesso si sia sentito tale: al suo fianco non sono mai mancati suo fratello e la sua migliore amica, Fabio e Beatrice (ora sposati), sostegni insostituibili, empatici e sempre disponibili per un consiglio. […]

    La recensione continua sul blog vuoiconoscereuncasino.it

  35. Claudio Marini

    Ho trovato il passo narrativo un po’ irregolare, specie nel mezzo del romanzo, dove la ricostruzione della Villa Adele si dilunga forse troppo. Ma la parte finale riprende quota e il libro si chiude con una forza che ripaga la pazienza.

  36. Simone Greco

    Non è un libro senza difetti: certi capitoli avrebbero potuto essere più compatti. Ma ha qualcosa di raro, una capacità di farti stare dentro la testa del protagonista senza che tu te ne accorga. Quando finisce, Matteo ti manca.

  37. Luisa Distefano (direttore del negozio)

    Sia nella raccolta di racconti che nel romanzo ho trovato grandi capacità emozionali, ma soprattuto la capacità di affrontare tematiche spinose senza timore di sconvolgere la falsa morale del pubblico, che spesso storce il naso di fronte a certe storie.
    Quando parlerò di te è il primo libro di una trilogia, che racconta la storia di un padre, di un uomo, di Matteo nel suo travagliato viaggio esistenziale in cui deve prima accettarsi lui stesso, poi accettare il rifiuto del padre ed infine amare e fare da padre a un figlio e interpretare così quel ruolo tanto difficile, che può dimostrarsi gratificante e appagante, essenziale nella vita di un uomo.
    Matteo si confida con il lettore, raccontandogli la sua storia. Alterna ricordi felici a eventi dolori della sua infanzia, dell’adolescenza e della vita da adulto.
    A ogni pagina, Matteo compie un passo nel suo lungo e tortuoso cammino. Non è facile per lui essere diverso rispetto a quello che tutti si aspettano. E quindi dovrà imparare per prima cosa a capirsi, ad accettarsi, a non avere tabù, a vedere la sua diversità non come un ostacolo per essere felice, o per avere successi lavorativi, ma come quel quid che invece ci distingue dalla massa, ci rende unici e speciali.
    Attraverso i racconti che si intrecciano con lo scorrere della narrazione, si entra nel mondo di Matteo.
    A volte vorremmo essere i suoi difensori, proteggerlo dalle sue stesse scelte sbagliate, quasi gridargli di fermarsi e non farlo, ma poi restiamo con il fiato sospeso sperando che non soffra e che possa esserci una spiegazione ragionevole a tutto ciò.
    Matteo così impara la cosa più importa: amarsi.
    E una volta riuscito in quest’impresa, la sua mente si aprirà e il suo animo si placherà, riuscirà a comprendere delle situazioni assurde e fare altre determinanti scelte che lo porteranno verso un nuovo obiettivo, verso un nuovo modo di vivere.
    Chi possiamo chiamare veramente famiglia? Solo le persone che condividono con noi un pezzo di DNA?
    Nicola Accordino ci ricorda che gli affetti nella vita sono tanti e che a volte gli amici possono essere quei congiunti che desideriamo stiano veramente accanto a noi, e non i familiari stretti, perché sono in grado di amarci senza limiti.
    Altro cardine importante è l’amore incondizionato, non quello che giustifica ogni azione, ma quello che perdura nel tempo, che si evolve nel corso della vita, che sa esserci in ogni momento, anche dopo essere stato accantonato o peggio ancora rinnegato, l’amore che unisce e mai divide.
    Un romanzo che dietro una storia semplice vuole invece parlare al lettore, arrivare fino in fondo al suo cuore, e invitarlo a non indossare paraocchi, a guardare con gli occhi dell’anima, a guardare oltre le apparenze e ad amare le persone nella loro immensa imperfezione, che li rende uniche e speciali.
    Un romanzo che parla di uomini e donne vere e reali, che vivono a un passo da noi, che soffrono e che non desiderano che amare e ricevere amore e non odio.
    La vita reale può essere brutale, malvagia e schifosa, c’è bisogno di raccontarlo, non per cambiarla ma per saperla vivere senza esserne vittime o telespettatori passivi, bensì combattenti alla ricerca della sua bellezza infinita.

  38. Luisa Distefano

    Nicola è un amico, prima che un semplice autore da recensire. Sia nella raccolta di racconti che nel romanzo ho trovato grandi capacità emozionali, ma soprattutto la capacità di affrontare tematiche spinose senza timore di sconvolgere la falsa morale del pubblico, che spesso storce il naso di fronte a certe storie. Quando parlerò di te è il primo libro di una trilogia, che racconta la storia di un padre, di un uomo, di Matteo nel suo travagliato viaggio esistenziale in cui deve prima accettarsi lui stesso, poi accettare il rifiuto del padre ed infine amare e fare da padre a un figlio. A volte vorremmo essere i suoi difensori, proteggerlo dalle sue stesse scelte sbagliate, quasi gridargli di fermarsi e non farlo, ma poi restiamo con il fiato sospeso sperando che non soffra. Matteo così impara la cosa più importante: amarsi. E una volta riuscito in quest’impresa, la sua mente si aprirà e il suo animo si placherà. Chi possiamo chiamare veramente famiglia? Solo le persone che condividono con noi un pezzo di DNA? Nicola Accordino ci ricorda che gli affetti nella vita sono tanti e che a volte gli amici possono essere quei congiunti che desideriamo stiano veramente accanto a noi, e non i familiari stretti, perché sono in grado di amarci senza limiti.

  39. Chiara Conti

    Regalo di Natale 2020. Letto durante il lockdown della seconda ondata. Il tema della distanza, del non poter essere dove vuoi essere — tutto risuonava in modo diverso in quel momento. Un libro che cambia significato a seconda di quando lo leggi.

  40. Laura Fabbri

    Il finale mi ha delusa profondamente. Dopo tutto quel percorso, quella costruzione, mi aspettavo qualcosa di più. Invece si chiude in modo che ho trovato sbrigativo. Peccato.

  41. Nadia Esposito

    Scrittura solida, storia toccante. Ho apprezzato molto che il libro non si concluda con un lieto fine facile: Matteo non trova l’amore, trova sé stesso. È un finale più onesto e, per questo, più soddisfacente.

  42. Augusto Ferretti

    La vacanza in Toscana, il locale di Anna, Renato Zero come colonna sonora del riscatto: Accordino usa certi dettagli con una precisione culturale che si sente. Non è un romanzo che inventa, è un romanzo che ricorda.

  43. Laura Coppola

    Salone del Libro 2019 — avevo comprato già troppi libri ma questo mi ha fermata al passaggio. Il titolo è preciso: quando si trova il coraggio di parlare, di chi si parla? Matteo risponde con una storia bellissima. Lettura consigliata.

  44. Marco Silvestri

    L’ho riletto durante un periodo difficile e mi ha aiutato. Non so spiegarlo diversamente: c’è qualcosa nella storia di Matteo che ti dice che si ricomincia, che si può trovare un luogo che sia davvero casa. La nonna Adele è un personaggio bellissimo, anche se appare solo nei ricordi.

  45. Teresa Martini

    Non ho capito l’entusiasmo di certi lettori. È una storia già vista, raccontata in modo onesto ma non originale. Il tema del coming out familiare è trattato senza particolari sorprese.

  46. Giada Amato

    Un romanzo che si legge bene, con personaggi credibili e una storia che scorre. Il mio unico appunto è che a volte la narrazione si perde in dettagli che non aggiungono molto alla storia principale. Ma il cuore del libro è solido e il finale lascia speranza senza essere stucchevole.

  47. Francesca Amico

    Ho letto questo romanzo dopo essermi sposata con mio marito, che come Matteo aveva avuto un percorso lungo prima di accettarsi. Mi ha fatto capire molte cose che lui non ha mai trovato le parole per dirmi. Un libro che può creare ponti tra le persone.

  48. Ilaria Conti

    Ho trovato il libro su consiglio di un’amica e l’ho letto in due giorni. Il rapporto tra Matteo e il padre è narrato con una freddezza che fa ancora più male del pianto. Anche i silenzi di sua madre sono perfetti. Consigliato a chiunque abbia mai dovuto fare i conti con una famiglia che non capisce.

  49. Elisa Moro

    L’ho ricevuto come regalo e l’ho apprezzato parzialmente. La Villa Adele e il rapporto con Beatrice sono parti riuscite. Il resto mi ha lasciata fredda. Non un libro brutto, solo non il mio genere.

  50. Sofia Moro

    Regalo di laurea triennale nel 2017. Stavo per trasferirmi anche io in Germania e la storia di Matteo che torna in Italia dopo Monaco mi ha parlato direttamente. Certe cose — la difficoltà di tornare, il senso di non appartenere più — Accordino le descrive con una precisione che fa quasi paura.

  51. Chiara Moreno

    Beatrice è il personaggio che mi ha colpita di più. La sua amicizia con Matteo è ritratta senza romanticismi: è fatta di silenzi, di litigate, di abbracci al momento giusto. Accordino sa cosa vuol dire avere un’amica così, si sente.

  52. Federico Russo

    Un romanzo di formazione adulta, se così si può definire. Matteo non è un ragazzino che scopre sé stesso, è un uomo che torna sui propri passi e ricomincia. Questa differenza di prospettiva lo rende più interessante di tanti romanzi simili. Scrittura pulita, nessuna concessione al melodramma.

  53. Sara Vitelli

    Trovo la narrazione un po’ troppo compiaciuta. L’autore sembra volersi accertare che il lettore noti ogni dettaglio significativo, sottolineandolo più volte. Meno sarebbe stato più.

  54. Riccardo Sanna

    L’ho trovato sotto l’albero di Natale 2016. All’inizio credevo fosse un romanzo leggero, poi ho capito che stavo leggendo qualcosa di molto più serio. Tre stelle perché alcune parti mi sono parse un po’ lente, ma la scena finale è bellissima.

  55. Lorenzo Testa

    Un romanzo che parla di rientro e di ricomincio. Non sempre le cose funzionano a dovere nella struttura narrativa, ma la voce è autentica e questo basta a tenere il lettore fino alla fine.

  56. Valeria Mancini

    Il capitolo ambientato all’Eremita di San Vincenzo è quello che ricorderò più a lungo. Quella scena con Renato Zero che canta e Matteo che racconta tutto di sé a uno sconosciuto ha una grazia rara. Accordino conosce la potenza della musica come pochi.

  57. Riccardo Amato

    Acquistato al Salone del Libro. Non è un brutto libro ma non è nemmeno il capolavoro che mi era stato descritto. La storia d’amore con Martin è sullo sfondo per troppo tempo e quando emerge è quasi troppo tardi.

  58. Tommaso Ferrara

    Un libro che dà voce a qualcosa che di solito viene lasciato fuori dalla narrativa italiana: la difficoltà di essere gay in una famiglia del Sud, il peso del silenzio, la salvezza di una amicizia vera. Qualche dialogo poteva essere più asciutto, ma il romanzo funziona.

  59. Beatrice Fabbri

    La Villa Adele a Ladispoli è uno di quei luoghi letterari in cui vorresti entrare davvero. Accordino la racconta come se fosse viva: piena di ricordi, di odori, di promesse che resistono al tempo. Anche solo per questo personaggio-casa vale la lettura.

  60. Marco Ricci

    Regalo di compleanno nel 2015. Non mi aspettavo una storia così densa in un romanzo apparentemente semplice. Il rapporto di Matteo con il padre — il rifiuto narrato con dolore adulto, non con rabbia adolescenziale — è la cosa che ricordo di più.

  61. Rossana De Filippo

    Bella la storia, bella la scrittura, ma avrei voluto più spazio per il personaggio di Luciano. La vacanza in Toscana è la parte più vivace del romanzo e si chiude troppo in fretta. Detto questo, il libro tiene fino alla fine.

  62. Francesca De Luca

    Il personaggio di Matteo mi ha convinta meno del previsto. Lo trovo passivo per troppo tempo, e la sua lentezza nel reagire agli eventi mi ha esasperata. Capisco che sia una scelta narrativa ma non fa per me.

  63. Dario Lentini

    Ho comprato questo libro perché me ne aveva parlato una collega. Non sapevo cosa aspettarmi e invece mi sono ritrovato catturato dalla storia di Matteo fin dalle prime pagine. Il suo rapporto con la madre, divisa tra amore e bigottismo, è raccontato con una precisione dolorosa.

  64. Luca Gentile

    Ho finito il libro pensando alla scena in cui Matteo trova la lettera della nonna nel portafoto. Uno di quei momenti in cui un romanzo ti tocca davvero. Accordino sa costruire l’emozione senza forzarla. Il personaggio di Beatrice è un regalo.

  65. Kenny (direttore del negozio)

    Ho letto questo libro con molto interesse, e’ un libro semplice, scritto con il cuore, e quando si scrive con il cuore, senza dover per forza ricercare frasi ad effetto frutto di banali copia incolla, io mi levo tanto di cappello! Attraverso Matteo, il protagonista, Nicola non affronta solo tematiche sull’omosessualità, ma tanti argomenti sui quali dovremmo riflettere: conflitti familiari, rapporti umani ormai distrutti e sostituiti dai rapporti virtuali, solitudine e l’inevitabile senso di abbandono che una relazione ormai finita ci lascia dentro. Piacevole e’ l’alternarsi dei ricordi con il presente. Io l’ho apprezzato e lo consiglio, lo consiglio proprio per la semplicità’ e genuinità delle parole con cui è scritto.

  66. Giorgio Bianchi

    L’ho trovato troppo lungo per quello che racconta. Duecento pagine per una storia che poteva essere raccontata in cento. Alcuni capitoli sembrano riempitivi.

  67. Sara Pinto

    Un romanzo che parla di famiglia, di rifiuto e di ricostruzione con una voce autentica. Ho trovato il rapporto di Matteo con suo padre straziante, ma narrato senza odio, solo con un dolore adulto. Qualche lentezza nella prima parte, ma poi non si molla più.

  68. Renata Caruso

    Un romanzo che non urla mai, neanche quando racconta le cose più dure. Il padre assente, il coming out in spiaggia con Beatrice, la lettera trovata nel portafoto: tutto è reso con una misura che fa ancora più effetto. Uno dei migliori romanzi italiani che abbia letto.

  69. Andrea Ferretti

    Accordino racconta l’identità gay senza filtri e senza esibizionismi. Il rapporto tra Matteo e la sua amica Beatrice è il cuore del libro, più di qualsiasi storia d’amore. La Villa Adele, la casa della nonna a Ladispoli, diventa un personaggio a sé, piena di memoria e affetto. Lettura commovente.

  70. Valentina Neri

    Avevo sentito parlare bene di questo libro ma sono rimasta delusa. La storia di Matteo mi ha coinvolta solo a tratti. La scrittura è pulita ma la trama ha momenti di stanca che rallentano tutto.

  71. Daniela Ferretti

    Ricevuto come regalo di Natale 2013, anno in cui usciva. Il tempismo perfetto di mia cugina, che sapeva che avevo appena vissuto qualcosa di simile a quello che racconta Matteo. La Villa Adele, i ricordi della nonna, Beatrice sulla spiaggia — ho pianto.

  72. Claudia Montalbano

    Un esordio nella narrativa italiana LGBTQ+ che lascia il segno. La storia di Matteo che torna in Italia dopo due anni a Los Angeles è scritta con una lucidità rara: non c’è né autocommiserazione né retorica militante, solo la verità di un uomo che cerca di ricostruirsi. La scena del coming out sulla spiaggia con Beatrice è memorabile.

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