de-Pane, Amore e Pregiudizi.

25.07.2019

Il 24 giugno scorso il cittadino di origine marocchina Badar Eddine Mennani, nato a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta da genitori marocchini e di religione musulmana, ha giurato fedeltà alla Costituzione e all'Arma dei Carabinieri, divenendo quindi il primo allievo Carabiniere di origine Musulmana a prestare giuramento nella Benemerita. Badar, che ha ventitré anni, sin da bambino era affascinato non dai dribbling di calciatori o dalle canzoni di rapper o melodici. No, gli piaceva l'uniforme dei carabinieri, la divisa ufficiale dell'Arma, cappello con pennacchio turchino, sciabola, spalline, fregi vari, bandoliera. Quei ragazzi usi ad obbedire tacendo e nei secoli fedeli erano il suo sogno, dovevano diventare la sua stazione di arrivo. Così è stato. Questo è un segno dei tempi e Badar non è il primo cittadino di origini straniere a servire nell'Arma, ma è il primo di religione Musulmana. Apriti cielo quello che è successo! Tutti i fan di Oriana Fallaci, tutti quelli delle generalizzazioni, dei pericoli dell'islamizzazione dell'Italia, della paura per la sostituzione etnica e del nuovo califfato, si sono precipitati sotto la notizia a vomitare il loro odio, la loro frustrazione e la loro paura.

Tra i vari commenti apparsi, ha spiccato sicuramente quello sulla pagina di Gianfranco Milillo, Generale di Brigata (in congedo) dei Carabinieri, nel quale si sollevano grossi dubbi sulla opportunità di permettere tra le forze armate l'integrazione di persone di altre religioni. Un post sconveniente e molto critico, che è misteriosamente scomparso nel primo pomeriggio del 25 giugno, a neanche ventiquattro ore dalla pubblicazione.

La critica principale che viene mossa a questo giovane è in qualche modo di natura religiosa: la presunta incompatibilità tra l'Islamismo e la Costituzione, in quanto per i Musulmani la legge (Sciaria) è sempre superiore alle leggi Civili. Ma quello che molti sembra ignorino o vogliono ignorare è che anche nella Bibbia la legge di dio è sempre superiore a quella dell'uomo; nella visione biblica e cristiana del mondo e della vita, il concetto di legge, intesa come legge stabilita da dio, è di fondamentale importanza. La vita delle creature umane è stata sottoposta a leggi intese a garantirne e regolarne la vita. Quindi in teoria anche i cristiani che fanno parte dell'Arma dovrebbero porre prima la legge di dio e poi quella degli uomini e in questo senso, l'accusa sottointesa di spergiuro (che da piú parte nei commenti e il post del Generale viene mossa), va applicata anche a tutti i cristiani. Ma il Generale Milillo si spinge oltre, ipotizzando che consentendo l'accesso anche ad altre confessioni, la devozione espressa verso la Madonna (Attraverso per esempio l'inno Ufficiale "Virgo Fidelis" scritto nel 1800) con quella espressa verso Allah. Ora, tralasciando il fatto che anche per la religione Islamica la figura di Maria (Myriam nel Cosano) sia molto importante, siamo davvero sicuri che attualmente tale devozione sia cosí sentita? E soprattutto, davvero una forza armata moderna, protettrice di uno Stato Laico, deve esprimere devozione verso una qualsiasi parte religiosa? O piuttosto, la religione non dovrebbe finalmente uscire dallo Stato e restare un discorso libero tra la persona e il suo dio? Anche il conoscere l'inno per molti carabinieri non è detto che indichi un atto di fede ma un rispetto delle tradizioni di una gloriosa istituzione come la Benemerita.

È fuor di dubbio che l'uscita del Generale sia non solo una grave pecca sul suo curriculum di tutto rispetto, fatto di anni di lotta alle organizzazioni mafiose sul territorio nazionale. Meriti che non sono da me assolutamente messi in dubbio, come anche sul rispetto per l'Arma, che con me è cresciuto come e che porto nel mio cuore ovunque io vada come orgoglio e vanto tutto italiano. Ma stuzzicare la xenofobia degli italiani contro altri cittadini che, nonostante la legge ancora incompleta, sono a tutti gli effetti italiani, è una caduta di stile che è brutta da vedere. Soprattutto perché attraverso la sua figura ufficiale e rispettabile, questo uomo (o chi per lui, visto che il post si trovava su una pagina e non su un profilo personale), ha dato modo ad altri fanatici cristiani pseudo puristi della razza italica di dare fiato alle trombe delle illazioni, delle paure, delle ipocrite e delle mistificazioni. E qualcuno deve essersene accorto: infatti dopo l'improvvisa e misteriosa rimozione del post, sul profilo personale del Generale è comparso un vecchio articolo di Repubblica sui Carabinieri stranieri in servizio in Italia.

Ad essere davvero choccanti sono i commenti dei cittadini sotto i vari articoli delle diverse testate on line. "Siete sicuri che è la giusta integrazione e che non è un "infiltrazione"?" dice qualcuno. "Meglio essere cauti, ed evitare che porti a casa armi da fuoco" ribatte qualcun´altro. Fino ad arrivare a post che definirli deliranti è poco. "Inizia anche da noi quello che è già successo in Inghilterra, Francia e Germania. Ben diverso è includere un induista o un buddhista. Questo Badar è un musulmano osservante e praticante, subisce il fascino dell'arma poiché da sempre l'Islam ammira i più forti, in linea con la sua matrice guerriera, tribale e politica. In molti paesi europei gravi problemi e pericoli derivano proprio dalla presenza di islamisti nei settori sensibili, polizia, esercito, organi militari, scuola, trasporti, politica e amministrazione. Gli islamici osservanti usano le nostre leggi e diritti, si infiltrano e, poi, inevitabilmente favoriscono la loro umma, la comunità dei fratelli in Allah, contribuendo dall'interno alla modifica e islamizzazione della società che li ospita." Questo post mi ha colpito particolarmente (ed è solo uno dei tanti di questo tenore), perché denota la non conoscenza della situazione internazionale, di come le altre forze armate si muovono e di come la mentalità di molti italiani sia ancora tarata su concetti vecchi, stantii e retrogradi.

Questi post trasudano paura, ignoranza, pressappochismo, pregiudizi. Sono la voce di chi si oppone ad un cambiamento inevitabile, che combatte contro l'integrazione per preservare una presunta purezza che non c'è mai stata perché il popolo italiano è da sempre un miscuglio di razze, tradizioni e culture diverse. Molti ignorano di proposito che l'Italia è stata fatta dalla unione di diversi staterelli con tradizioni diverse, spesso essi stessi risultanti di diverse dominazioni (in Sicilia se ne contano ben 11), con lingue differenti e differenti costumi. L'idea che esista un "popolo italiano puro" è pura idiozia. Eppure, questi nuovi patrioti, sovranisti dell'ultima ora, puristi della razza e profondamente ignoranti della propria storia e cultura, urlano contro il complotto ma non capisco, non sanno, non si fermano a pensare. Perché sono attanagliati dalla paura e si difendono dietro gli stereotipi. Con i pregiudizi credono di poter mantenere il controllo, creare una linea di demarcazione, di circoscrivere una appartenenza, di darsi una forma. Perché hanno paura di perdere una identità che in realtá abbiamo conquistato da poco e di cui secondo me non siamo ancora pienamente coscienti. Soprattutto hanno bisogno di tenere gli altri fuori, di sentirsi superiori e quindi uniti. La società si evolve e soprattutto quella italiana, che si è arricchita con l'innesto di altre culture, può e deve scommettere sulle storie di integrazione come quelle di Badar e dei tanti stranieri che, nel pieno rispetto delle nostre regole (e forse piú rispettose di noi), decidono di percorrere la strada della integrazione e del servizio alla Nazione di cui si sentono (e sono) parte. Chi si integra ha l'obbligo di seguire le regole ed il diritto di poter trovare spazi per farlo.

Dobbiamo andare oltre i pregiudizi, oltre le paure che ci bloccano e che ci fanno vedere pericoli ovunque. Che non vuol dire certo lasciare che i male intenzionati, quelli pronti ad approfittare dell'opportunità data non vengano messi nelle condizioni di non tacere, ma vuol dir semplicemente dare spazio e possibilità di espressione a chi vuole fare il bene del nostro Pese indipendentemente dalla razza, dalla religione e dal sesso. E questa bellissima storia di un sogno che si avvera e di integrazione è l'ennesimo esempio, se mai ce ne fossero bisogno, che la Benemerita al di là dell'infedeltà di alcuni suoi componenti, resta un vanto dell'Italia in patria e nel mondo. 

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