de-Non solo HIV: il papilloma virus e l’importanza del vaccino.

05.07.2019

l papilloma virus umano (HPV) è la più diffusa tra le malattie sessualmente trasmissibili (MST). Ne esistono più di quaranta tipi, in grado di colpire gli organi genitali (maschili e femminili), la bocca e la gola. Spesso l'infezione decorre in modo asintomatico, tanto che la maggior parte delle persone infettate non sa di essere stata contagiata, mentre in alcuni pazienti può invece avere pericolose conseguenze. Una volta contratto, può restare nascosto nell'organismo e manifestarsi soltanto molto dopo (anche anni) con lesioni, verruche genitali o altre anomalie. Così, scoprire di averlo implica soltanto che lo si è contratto per via sessuale ad un certo punto della propria vita. Nonostante la vasta diffusione del virus all'interno della popolazione maschile e femminile, rimangono ancora numerose false credenze, dalle modalità di contagio ai rischi una volta che lo si è contratto, da chi lo può prendere a quali patologie può causare.

Gli uomini contraggono il virus HPV nello stesso modo delle donne, tramite contatto intimo, in genere tramite rapporti sessuali (vaginali o anali). Tuttavia, di rado l'HPV causa gravi problemi di salute negli uomini, soprattutto se il loro sistema immunitario è sano. È difficile fare stime specifiche per gli uomini, poiché non sono stati condotti studi ampi e un test HPV approvato non è a oggi disponibile. Tuttavia, negli Stati Uniti, i Centers for Disease Control and Prevention (Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, CDC) stimano che oltre la metà degli uomini contragga l'HPV nel corso della propria vita. In genere è asintomatico. Anche quando il virus provoca alterazioni delle cellule cutanee, queste alterazioni sono spesso così marginali da risultare impercettibili. Quando l´HPV causa delle alterazioni visibili, la conseguenza più comune sono i condilomi, che compaiono generalmente intorno all'ano o sul pene, lo scroto (testicoli), l'inguine o le cosce. I condilomi assumono un aspetto variabile, da piccole chiazze squamose ad escrescenze pronunciate. Non rappresentano una patologia grave e possono essere curate, sebbene possano ripresentarsi se il sistema immunitario non riesce a eliminare completamente il virus. I tipi di HPV "ad alto rischio" possono causare alcuni tipi di tumore, come il cancro del pene o dell'ano (quest'ultimo tipico degli uomini omosessuali, persone bisessuali o sieropositivi). Va ricordato che, anche se fra le donne omosessuali la percentuale di casi da Hpv sembra essere più bassa, ciò non implica che lo screening non sia necessario. Gli esperti ricordano che il contagio non avviene soltanto fra pene e vagina, ma anche attraverso il contatto della pelle dei due individui.

Essendo l'HPV così comune è difficile evitarlo totalmente. È ragionevole aspettarsi di contrarlo nel corso della propria vita, come abbiamo visto, anche avendo rapporti con una sola partner. Ancora una volta la risposta è la prevenzione. Anzitutto rapporti sessuali protetti con un corretto uso del preservativo e la raccomandazione di rivolgersi sempre al medico nel sospetto di infezione. Utilizzato correttamente, il preservativo è molto efficace contro infezioni sessualmente trasmesse, come Hiv, clamidia e gonorrea. Mentre nel caso di virus come herpes e Hpv il suo uso non fornisce uno scudo completo, dato che in questo caso la trasmissione può avvenire anche attraverso il contatto di regioni che non sono coperte dal preservativo (vulva, ano, perineo, base del pene, scroto, nonché pelle-pelle). Ciò non significa però che l'utilizzo del preservativo non sia importante per ridurre il rischio di contagio. Dal 2014 sono stati utilizzati due vaccini contro le infezioni da HPV, rispettivamente protettivi per due e quattro sierotipi (bivalente e quadrivalente). Dal 2016, invece, è stato approvato l'utilizzo di un nuovo vaccino, protettivo verso ben nove sierotipi. Il vaccino nonavalente protegge contro i tipi di HPV più comuni associati alla malattia (6, 11, 16, 18), ma protegge anche contro cinque altri tipi di HPV (31, 33, 45, 52 e 58), aumentando così la riduzione del rischio di tumori maligni, di lesioni precancerose e di condilomi dal 70 % al 90 %. Tutti i vaccini hanno dimostrato un'elevata sicurezza e tollerabilità, nonché l'efficacia anche a lungo termine contro le lesioni. Nel nostro paese la vaccinazione anti-HPV è offerta gratuitamente alle ragazze e ai ragazzi dai 9 ai 12 anni di età. In molte Regioni italiane la vaccinazione è offerta a un prezzo agevolato anche sopra il dodicesimo anno di età.

Perché anche noi maschietti dovremmo sottoporci a vaccino? Simona Venturoli, dell'unità operativa di microbiologia e virologia del Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna, dichiara in un interessante articolo della "Fondazione Veronesi": «La vaccinazione maschile ha un duplice effetto: da un lato permette un'eradicazione della malattia, infatti per ridurre a zero la circolazione occorre che il virus sia eliminato in entrambi i partner, dall'altro aiuta comunque ad abbassare sensibilmente l'insorgenza di lesioni di basso e alto grado e di tumori HPV-associati nel maschio oltre che nella femmina». Per non parlare dei maschi omosessuali, in cui l'incidenza di tumori sia anali sia orofaringei HPV-associati è in sensibile crescita. «A differenza dei tumori della cervice o anali - aggiunge la Venturoli - per i tumori oro-faringei non è possibile uno screening e una efficace prevenzione in quanto non sono conosciute lesioni preneoplastiche evidenziabili, pertanto di norma essi vengono scoperti in fase già avanzata, richiedendo dunque trattamenti radio-chemioterapici pesanti e interventi chirurgici demolitivi». Inoltre, uno studio pubblicato su Human Reproduction che ha coinvolto 729 uomini (età media: 37 anni), rivoltisi per la prima volta a un centro per la cura dell'infertilità dopo aver escluso che la difficoltà nell'avere un figlio fosse dovuta a un problema della propria compagna o ad altre condizioni personali, ha evidenziato che così come altri, dalla clamidia alla gonorrea, anche il papilloma virus (Hpv) può essere causa dell'infertilità maschile. La presenza dell'Hpv nel liquido seminale può infatti ridurre la motilità degli spermatozoi fino a renderli inabili a completare la fecondazione di un ovocita. 

Risulta quindi nuovamente importante il ruolo dei vaccini nel cercare di proteggersi da malattie, spesso debilitanti e soprattutto lesive della dignità dell'essere umano. Ma negli ultimi tempi la copertura in Italia è letteralmente precipitata. Si è scesi dal 76 al 59 per cento. Quasi 20 punti in meno. Abbastanza per parlare di un vero e proprio allarme. «Le campagne no-vax hanno colpito anche questo tipo di vaccini» mette in chiaro Enrico Busato, direttore dell'unità di Ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Treviso «e questo, di conseguenza, apre la porta al rischio di un aumento dei tumori». Il vaccino contro il Papilloma è offerto gratuitamente. La prima dose viene somministrata all'età di undici anni. Il 65%, però, si ferma a questa, senza terminare il percorso con gli altri due richiami. È importante capire peró che gli studi clinici del vaccino anti-Hpv dimostrano un'elevata efficacia, mentre gli studi di sorveglianza ne esaminano l'impatto a lungo termine. Studi come quello fatto dai ricercatori dell'Università e del Children's Hospital Medical Center di Cincinnati, in Ohio, che hanno voluto determinare, 11 anni dopo l'introduzione del vaccino negli Stati Uniti, la prevalenza di Hpv in giovani vaccinate e in quelle che non lo erano state. Hanno pertanto reclutato ragazze di età compresa tra 13 e 26 anni nel corso di diverse fasi dello studio condotto dal 2006 al 2017. I risultati mostrano che i tassi di vaccinazione sono aumentati dallo 0% all'84,3%. Tra le donne che sono state vaccinate, l'individuazione del virus Hpv è diminuita dal 35% al 6,7% (calo dell'81%), cosa che dimostra l'efficacia del vaccino. Tra le giovani non vaccinate è diminuita dal 32,4% al 19,4% (calo del 40%), cosa che ne dimostra efficacia anche nella cosiddetta prevenzione di gregge. Lo studio è stato condotto sul vaccino quadrivalente, ovvero che protegge da 4 tipi pericolosi di Hpv (6, 11, 16 e 18) e usato negli Usa fino ad alcuni anni, ma dal 2016 sostituito da quello nonovalente (che protegge da 9 diversi tipi e disponibile anche in Italia).

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