de-La roulette russa della “cultura” occidentale

15.03.2020

Se vogliamo avere il polso della situazione mondiale, dobbiamo guardare a pochi fatti, all'apparenza slegati fra loro ma che sono abbastanza esplicativi della cattiva piega che stanno prendendo le cose negli ultimi anni.

Partiamo dalla Brexit, arrivata al culmine il 31 gennaio scorso e che ha sancito dopo due anni di trattative, l'uscita delle Gran Bretagna dal consesso europeo. Ora gli inglesi dovranno vedersela da soli, isolati e in competizione con gli altri colossi economici. Già i primi segnali di crisi si possono vedere, con il ritiro dal paese di diverse multinazionali e la conseguente perdita di occupazione che, come molti analisti dicono, può essere l'innesco di una crisi interna pericolosa. Ma già tutto il processo di divorzio dalla UE ha messo in risalto come l'integrazione tra le nazioni fosse non solo sottile e arrivato a coinvolgere ad anche i cittadini, ma soprattutto come siano proprio gli stessi che hanno votato per la Brexit (i cittadini appunto) a pagarne le spese maggiori. Trincerarsi dietro confini fittizi, creati solo per giocare sulle nostre differenze piuttosto che su quel che ci unisce, è una tattica che evolutivamente non possiamo permetterci.

Poi c'è la questione del Corona Virus in Cina. Senza scomodare teorie complottistiche, sicuramente la questione è delicata e soprattutto, comincia ad avere ripercussioni sulla economia mondiale. Molte compagnie mondiali hanno delocalizzato in Cina e con i commerci in rapido rallentamento, la psicosi che dilaga e le quarantene sempre piú diffuse, ecco che molti prodotti che prima davamo per scontati e che fanno parte della nostra economia, possono da un momento all'altro venire a mancare, creando anche in questo caso i presupposti per una crisi mondiale che toccherà, quella sì, tutta la popolazione. Anche perché i confini dietro cui ci rifugiamo non sono capaci di difenderci né dalle pandemie né dai suoi effetti. E torniamo al punto precedente: siamo tutti sotto lo stesso cielo, separati da inutili e fragili steccati.

Come non parlare poi di Trump, Bolsonaro, Putin, Erdogan, Salvini e tutti i leader sovranisti che spingono ancora di piú sulla paura e l'ignoranza della gente per creare scompiglio, assicurarsi consenso e potere? Che la classe politica sia composta da inetti e incapaci, da collusi con la mafia e con i poteri forti questo si sa da un bel pezzo. Ma con questi sovranisti stiamo toccando il fondo e cominciando a raschiare, consegnandoci mani e piedi a chi non solo non è capace di risolvere i problemi, ma anzi li creano. Perché le politiche devastanti, scellerate, negazioniste e divisive di questi personaggi, non portano altro che a dissidi tra popoli, a sospetti, ingiurie e, immancabilmente, le guerre. Per questi sovranisti non esiste nulla di piú importante del potere, dell'egoistica pretesa di vivere uno stile di vita insalubre, malsano, degenerato. Per queste persone nulla è importante se non il proprio egoistico bisogno di stare al centro del mondo. Solo che al centro del mondo ci si può stare solo uno per volta, ed è normale che questi sovranismi prima o poi si scontreranno. E nelle loro guerre non ci andranno né loro né i loro figli, ma il popolo.

Questi personaggi se ne fottono di tutto, anche dell'ambiente. Seminano zizzania, denigrano chi dà l'allarme, sminuiscono il lavoro di chi cerca di porre rimedio alle loro sciagurate politiche. E mentre il 15 febbraio al posto di pioggia e neve abbiamo il sole, mentre l mondo muore sotto il peso di plastica, smog e detriti vari, questo si spartiscono le ultime risorse. E ci fanno credere che tutto va bene, che è un complotto. Ma amici miei, come vi ho piú volte detto, non abbiamo altro tempo da perdere e ci conviene aprire gli occhi a tutti, altrimenti ci rimettiamo. Non i nostri figli, non i nostri nipoti. Noi.

Immaginate allora che cosa potrebbe succedere domani se l'economia ad un tratto collassasse. E non parlo della crisi del 2013, parlo di una crisi vera, globale, in cui manca davvero il cibo, dove non c'è piú nulla da salvare. Un mondo scivolato indietro alla barbare ed alla inciviltà. Chiedetevi: "sarei io capace di sopravvivere in un mondo senza piú tecnologia o grande distribuzione?" no che non saresti in grado, nessuno potrebbe esserlo. Come non potremmo accettare di regredire nei diritti acquisiti: diritto di parola, di espressione, di realizzazione. Tutto inghiottito dalla paura, dalla rabbia, dalla fame. Tutto distrutto. E se pensate che la mia sia una visone catastrofista, beh vi sbagliate. Se avete ancora la fortuna di avere un nonno o uno zio cresciuti prima del 1940, beh chiedetegli come si stava, cosa voleva dire essere diversi allora, quale fine toccava a chi diceva o faceva qualcosa di sconveniente e diverso da ciò che l'ordine costituito voleva. Perché quello potrebbe benissimo essere il vostro futuro.

E allora combattere contro questa enorme roulette russa, contro i sovranismi, per i diritti di tutti, per l'ecologia, per la democrazia e per una globalizzazione che ci porti davvero ad essere un unico popolo quale siamo, dovrebbe essere questa la nostra vera priorità. Invece continuiamo a crogiolarci a questo falso sole che è solo il presagio di una cocente estate che potrebbe bruciare completamente la nostra civiltà.

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