de-2020

01.02.2020

Se dicembre è il mese dei bilanci, gennaio è quello dei buoni propositi. Si cerca di essere prepositivi, propositivi, migliori. I nuovi inizi ci affascinano, ci danno motivi di speranza, ci fanno dire "mai piú" di fronte alle piccole e grandi questioni della nostra esistenza. Ma in fondo l'anno solare, il calendario, il Capodanno, sono tutte convenzioni sociali, meri calcoli temporali, astronomici, commerciali. Si, anche io mi faccio contagiare dall'aria di festa andando al Party di S. Silvestro al NY Club quando sono a Monaco, ma ormai da un bel po' di tempo non lo carico cosí tanto di aspettative, di sogni, di speranze. Perché il 1° gennaio è esattamente uguale al 2, al 3 e anche al 31 dicembre, fatto delle stesse 24 ore e degli stessi identici 1440 minuti.

"Eh no, Nicola, mica potrai dirmi che tutti i giorni sono uguali!" direte voi. Beh, vi dico: si, Lo sono. Semmai cambia il modo in cui noi ci relazioniamo a quei minuti, a quelle ore, come decidiamo di viverle e di cosa le riempiamo. Di come noi decidiamo di percepire il nostro tempo e che colore decidiamo di dare alla nostra esistenza. Paolo Coelho lo ha rappresentato bene nel suo libro piú famoso, "L'Alchimista". Il protagonista, un pastore di nome Santiago, parte alla ricerca del suo tesoro ed affronta varie peripezie. Arrivato in africa, viene derubato da un ladro di tutti i suoi averi, e si ritrova disperato e solo in terra straniera, circondato dai mori. Abbattuto allora comincia a maledire il suo destino, a piangere e disperarsi, ma poi prende la sua decisione, di non essere un miserabile vittima degli eventi ma di considerarsi un avventuriero. In quel momento ha deciso, dato l'impronta alla sua vita, cominciato a lottare per cambiarla. Ha riempito quei minuti e quelle ore, i giorni e gli anni di una nuova essenza. E la cosa che mi fa molto pensare è che mentre lui decideva di vivere una vita da avventuriero, nello stesso sitante intorno a lui, altre persone decidevano di usare quegli stessi minuti per odiare, provare rancore, uccidere.

Mi capita spesso con il mio lavoro di barista, di affrontare questo tema con i miei clienti tra un cappuccino ed un caffè. Specie il lunedì quando, assonnati e imbronciati per essere dovuti tornare al lavoro, imprecano contro quello che considerano "il giorno piú brutto della settimana". E allora li guardo, sorrido e dico loro che il lunedì è una opportunità per amare e vivere. Alcuni mi guardano scettici, incapaci di vedere che quel giorno non è la causa del loro malessere, che quel dolore che sentono é piú dettato dalla frustrazione di essere lì a fare un lavoro che forse neanche amano. Il loro problema non è il lunedì ma l'insoddisfazione che sentono, persi dietro scadenze, mutui, affitti, figli, mogli e responsabilità che forse neanche volevano.

Questa è la magia del tempo. Che è uguale per tutti ma che è allo stesso tempo diverso, cangiante mutevole. Come mi è stato chiaro il giorno della morte di mio padre lo scorso dicembre. Mentre io ero devastato dal dolore, nello stesso momento c'era chi andava a lavorare, chi amava, chi si lamentava del tempo, delle persone, dei colleghi o del capo. C'era chi inveiva contro i migranti, i diversi, e chi lottava contro i soprusi e le ingiustizie. Era lo stesso tempo, identico per tutti, ma erano le nostre sensazioni, le nostre azioni ad essere diverse. In quel momento piú che in tutta la mia vita precedente mi è stato chiaro come il tempo non sia altro che una massa informe che noi modelliamo con le nostre scelte e non sarà un calendario, una festa, un nome diverso a fare la differenza ma ciò che noi facciamo o che non facciamo.

Il mio augurio quindi, non solo per questo nuovo anno ma per ogni giorno della vostra esistenza, è di riuscire a riempire ogni singolo momento di vita e non limitarvi a sopportare il trascorrere del tempo. Ogni momento è una opportunità per amare, per vivere, per dare e ricevere bellezza. Siate gentili con il vostro tempo ed il vostro tempo sarà gentile con voi. 

di Nicola Accordino

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